<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140</id><updated>2011-11-22T18:48:10.115+01:00</updated><title type='text'>ditelavostra</title><subtitle type='html'>Su questo blog potete leggere - e scrivere - notizie legate al tema del nostro libro, Quando l'orrore è donna, Editori Riuniti, di Stefanella Campana e Carla Reschia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114597997278508631</id><published>2006-04-25T17:46:00.000+02:00</published><updated>2006-04-25T17:46:12.833+02:00</updated><title type='text'>Fingendo di essere incinta si fa esplodere, 10 morti a Colombo</title><content type='html'>Sarebbe stata una donna kamikaze  che, fingendo di essere incinta per nascondere l'esplosivo, si  è fatta esplodere oggi a Colombo, provocando la morte di almeno  10 persone e il ferimento di un'altra trentina, tra le quali il  comandante delle forze armate dello Sri Lanka obiettivo dell'attentato. L'attentato è avvenuto nel quartier generale  dell'esercito: il comandante, generale Sarath Fonseka, è rimasto gravemente ferito e, secondo fonti locali, sarebbe in  queste ore sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. «Non è ancora fuori pericolo» ha detto un membro  dell'equipe medica dell'ospedale dove il generale è stato ricoverato.&lt;br /&gt;Dalle prime informazioni sembra che la donna kamikaze si sia  presentata all'ospedale militare in vistoso stato di gravidanza, dicendo di avere un appuntamento con un medico dell'ospedale per essere sottoposta a degli accertamenti.&lt;br /&gt;L'esercito ha subito attribuito la responsabilità dell'attentato al gruppo separatista delle Tigri dell'Elam Tamil ma finora nessuna rivendicazione è arrivata da parte di questi ultimi. «C'è stata una violenta esplosione nei pressi dell'ospedale militare e l'obiettivo era l'autovettura del comandante» ha dichiarato il portavoce dell'esercito. Tre ore dopo l'attentato l'esercito dello Sri Lanka ha sferrato un attacco aereo nella zona nord del paese controllata dalle Tigri Tamil e vi sono stati anche degli attacchi condotti da unità navali, soprattutto nel distretto di Trincomalee. La situazione nello Sri Lanka diventa dunque sempre più incandescente. L'attentato di oggi è avvenuta proprio mentre il mediatore di pace norvegese cercava di convincere i ribelli tamil a riprendere i colloqui di pace in Svizzera, sospesi al momento a tempo indefinito. Nelle ultime tre settimane sono oltre 100 le persone ad aver perso la vita in una vera e propria escalation di violenza. Solo ieri sei persone erano rimaste uccise in tre diversi episodi di violenza in varie parti del Paese. Domenica sei contadini (tra cui due ragazzi di 16 e 17 anni) erano stati uccisi da un presunto gruppo appartenente alle Tigri Tamil nella zona nord orientale del paese, dove nelle ultime settimane diversi sono stati gli attentati e gli scontri tra l'esercito e i ribelli Tamil. Tra le altre, una delle difficoltà che incontra il mediatore norvegese è il rifiuto delle Tigri di avere come interlocutore del governo l'ex comandante del loro movimento, Karuna Amman, accusato dai ribelli di voler dividere il loro movimento. Non è la prima volta che le tigri tamil usano la tecnica degli attacchi suicidi per i loro attentati. Si calcola che dal 1987 (anno del primo attacco suicida) ad oggi, siano state almeno 200 le operazioni terroristiche condotte dai separatisti. Lo scorso agosto il ministro degli esteri Lakshman Kadirgamar fu ucciso davanti alla sua residenza. Nel 2004 a morire a causa di un kamikaze fu un altro ministro vicino all'ex comandante Tamil Karuna. Diciotto furono i morti nel luglio 2001 in un attacco all'aeroporto di Colombo. Nel 1993 un kamikaze facendosi esplodere provocò la morte dell'allora Presidente Ranasinghe Premadasa mentre nel 1996 un'autobomba collocata nei pressi della Banca Centrale fece oltre 100 vittime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114597997278508631?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114597997278508631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114597997278508631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114597997278508631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114597997278508631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/04/fingendo-di-essere-incinta-si-fa.html' title='Fingendo di essere incinta si fa esplodere, 10 morti a Colombo'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114539057627896491</id><published>2006-04-18T22:02:00.000+02:00</published><updated>2006-04-18T22:02:56.316+02:00</updated><title type='text'>Da Guantanamo ad Abu Ghraib, una sola strategia</title><content type='html'>Il generale Geoffrey Miller, ex comandante della base-prigione di Guantanamo, è stato chiamato a testimoniare nel processo di corte marziale contro il sergente Santos Cardona, accusato di aver aizzato cani nel carcere di Abu Ghraib durante interrogatori di prigionieri iracheni. Il giudice militare colonnello Paul McConnell che ha convocato Miller ha respinto una richiesta degli avvocati di Cardona di far testimoniare il ministro della difesa Donald Rumsfeld. Miller fu inviato a Abu Ghraib da Rumsfeld poco dopo l'invasione dell'Iraq e gli avvocati del sergente ritengono che la sua deposizione sulle tecniche di interrogatorio ammesse sia utile al loro cliente.   Il processo a Cardona dovrebbe cominciare in maggio. Un mese fa un altro militare americano coinvolto nell'uso dei cani, il sergente Michael Smith, è stato condannato a sei mesi di prigione per maltrattamenti sui prigionieri iracheni. (ANSA)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114539057627896491?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114539057627896491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114539057627896491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114539057627896491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114539057627896491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/04/da-guantanamo-ad-abu-ghraib-una-sola.html' title='Da Guantanamo ad Abu Ghraib, una sola strategia'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114443248438568400</id><published>2006-04-07T19:54:00.000+02:00</published><updated>2006-04-07T19:54:44.396+02:00</updated><title type='text'>A Baghdad kamikaze travestiti da donna fanno strage</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt; Sono state tre donne a compiere il sanguinoso attentato di ooggi ad una moschea di Baghdad il cui bilancio di vittime è ancora impreciso e oscilla tra 69 e 70. Lo ha riferito un funzionario di polizia.   «Le donne indossavano il tradizionale abito sciita nero quando si sono fatte esplodere, due nella moschea e una subito fuori», ha detto la fonte.  Dei testimoni però riferiscono che in realtà c'era solo una donna tra gli attentatori. Due kamikaze maschi si erano travestiti da donna.   L'attentato di oggi è il più grave dal novembre 2005 per numero di morti. Ieri vi era stato un altro grave attentato anti-sciita. Era avvenuto a Najaf e i morti erano stati 13&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114443248438568400?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114443248438568400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114443248438568400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114443248438568400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114443248438568400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/04/baghdad-kamikaze-travestiti-da-donna.html' title='A Baghdad kamikaze travestiti da donna fanno strage'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114443064542861600</id><published>2006-04-07T19:24:00.000+02:00</published><updated>2006-04-07T19:24:05.466+02:00</updated><title type='text'>donne kamikaze in Turchia</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;Ankara, apr. - Due donne-kamikaze si sono fatte saltare in aria in una moschea a Ordu, nel nord della Turchia, sulla costa del Mar Nero. Nell'esplosione, una è rimasta uccisa, mentre un'altra ferita. Lo ha reso noto la Cnn turca.   Sempre l'emittente televisiva ha reso noto che, in un altro episodio di violenza terroristica, una bomba è esplosa nella zona turca a maggioranza curda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114443064542861600?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114443064542861600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114443064542861600' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114443064542861600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114443064542861600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/04/donne-kamikaze-in-turchia.html' title='donne kamikaze in Turchia'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114383623184574494</id><published>2006-03-31T22:17:00.000+02:00</published><updated>2006-03-31T22:17:11.880+02:00</updated><title type='text'>violenza sulle donne:tutto il mondo è paese</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;«Troppe donne pensano di essere colpevoli di essere state vittime di una violenza. E troppi tiranni vivono impuniti», dice l'attrice e scrittrice Nicole Calfan, in un intervista a Paris Match sul suo ultimo romanzo, «Apart ca tout va bien».  In Francia solo il 13% delle donne denuncia il crimine subito e raramente riceve giustizia, prima che sia troppo tardi. «È nella coppia che si verifica più spesso la violenza, ed è così in tutto il mondo», ha detto Maryse Jaspard, ricercatrice dell' Istituto nazionale degli studi demografici, e coautrice - assieme ad una quantina di storici, medici, economisti, femministe, di tutto il mondo - del «Libro nero della condizione delle donne», 800 pagine, coordinate&lt;br /&gt;da due giornaliste, Christine Ockrent e Sandrine Treiner. In ogni paese - è detto nel libro - la percentuale di donne picchiate, aggredite sessualmente o che subiscono violenza psicologica si aggira «tra il 10 e il 50%». E più sono giovani, più sono minacciate: da Parigi a New Delhi, da Kabul a Guatelamala Ciudad, ovunque nel mondo le donne sono vittime di violenze, visibili e invisibili, da parte degli uomini e soprattutto del loro coniuge.  La Francia e i paesi occidentali hanno un tasso di violenze relativamente basso se comparato a quello di altri paesi studiati nel rapporto, come Etiopia, Corea, Perù e Russia dove la metà delle donne subiscono violenze all' interno della coppia.&lt;br /&gt; Amnesty International ha comunque accusato Parigi di essere troppo indulgente verso gli uomini violenti e ha ricordato che, in Francia, cento donne muoiono ogni anno sotto i colpi del loro compagno, ovvero una donna ogni quattro giorni. E una su dieci subisce atti di violenza all' interno della coppia.  Le Monde, con una vignetta che ritrae una ragazza con un occhio nero, titola in prima pagina «tolleranza zero» per i mariti violenti, riportando l' esempio della procura della repubblica di Douai, nel Nord del paese, che ha attuato un' azione penale particolare contro gli uomini violenti: stato di fermo immediato, comparizione in giudizio o due settimane in un centro di recupero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114383623184574494?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114383623184574494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114383623184574494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114383623184574494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114383623184574494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/03/violenza-sulle-donnetutto-il-mondo.html' title='violenza sulle donne:tutto il mondo è paese'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-114003513656366875</id><published>2006-02-15T21:25:00.000+01:00</published><updated>2006-02-15T21:25:36.616+01:00</updated><title type='text'>Nuove immagini e video sulle torture ad Abu Ghraib</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;Insabbiato da mesi, lo scandalo delle torture su prigionieri iracheni a Abu Ghraib è tornato a turbare le coscienze e a creare imbarazzo all'Amministrazione Bush: raccapriccianti immagini di orrori sono state messe in onda da una tv australiana e il Dipartimento della Difesa, ufficialmente protetto da un no comment, è stato costretto a confermarne dietro le quinte l'autenticità. In un replay dell'aprile 2004 quando la foto del detenuto iracheno nudo al guinzaglio fece il giro del mondo, le nuove immagini sono un condensato di orrori: detenuti coperti di sangue e di feci, umiliati sessualmente, minacciati coi cani, attaccati a elettrodi hanno invaso le televisioni anche negli Usa nonostante gli sforzi del governo per mantenerle segrete. In una coincidenza che fa da ponte tra passato e presente proprio oggi a Baghdad i comandanti americani hanno espresso la «grave preoccupazione» che il carcere delle torture di Saddam e di Lynndie England sia diventato una vera e propria scuola di addestramento al terrorismo.  «Un'università della Jihad», l'ha definita uno dei militari intervistati dal New York Times. Il sovraffollamento - in gennaio vi erano rinchiusi oltre 4.000 detenuti di tutti i tipi - fa da incubatrice di strategie e tattiche di combattimento: «È diventato un campo di addestramento a livello superiore per l'insurrezione armata», ha detto un comandante protetto dall'anonimato. Le foto di Abu Ghraib diffuse dalla televisione australiana Sbs risalgono al 2003 e sono state scattate allo stesso tempo delle altre immagini emerse con grande clamore la primavera successiva. Negli Stati Uniti, tra grandiose affermazioni di principio della Casa Bianca sull'America che «non tortura», il sipario sullo scandalo era però calato con la condanna a pochi anni di carcere di nove «mele marce», soldati di livello inferiore immortalati nelle foto dello scandalo: l'ultima la soldatessa England con l'iracheno al guinzaglio, in galera per appena tre anni. In 31 audizioni in Congresso e poi nelle corti marziali le forze armate Usa avevano minimizzato la portata degli abusi ma le nuove immagini suggeriscono che le torture siano state più estese e gravi di quanto finora proclamato: sei immagini ritraggono cadaveri anche se le circostanze della morte non sono chiare. Una foto riprende undetenuto nudo di schiena con il sedere ustionato da mozziconi di sigaretta. Altri prigionieri sembrano impallinati con un fucile da caccia.  Le immagini, diffuse in un momento di estrema tensione tra Occidente e Mondo Islamico dopo la pubblicazionedelle caricature di Maometto, sono tuttora al centro di una battaglia legale negli Stati Uniti, dove l'American Civil Liberties Union aveva ottenuto l'accesso ad esse sulla base del Freedom of Information Act, ma era stata bloccata dall'amministrazione Bush che aveva presentato appello sostenendo che le foto avrebbero alimentato sentimenti antiamericani nel mondo arabo. «Sarebbe stato meglio che non fossero state pubblicate, non perchè noi abbiamo qualcosa da nascondere ma perchè rappresentano un'invasione della privacy dei detenuti e perchè alimentano le fiamme della violenza nel mondo», ha detto il consigliere legale del Dipartimento di Stato John Bollinger confermando che perl'amministrazione Bush le foto scottano. E in un'altra conferma indiretta che la squadra di Washington è in profondo imbarazzo, una conferenza stampa del ministro della Difesa Donald Rumsfeld in programma al Pentagono è stata oggi prima rinviata e poi, in extremis, cancellata. Non è chiaro come la Sbs abbia ottenuto le immagini, già mostrate nel 2004 in Congresso e note come 'Foto Darby' dal nome del riservista Joseph Darby che le consegnò ai superiori facendo scattare lo scandalo: in alcune di esse si vedono militari in uniforme che aizzano i cani contro i prigionieri. Uno di questi soldati è Charles Graner, il capo degli aguzzini condannato a dieci anni di prigione per lo scandalo, un'altra è Lynndie. Tra i detenuti molti sono nudi, alcuni ritratti mentre compiono atti sessuali. Uno è appeso per i piedi alla barra di ferro di un letto a castello. Nel pacchetto trasmesso dalla tv australiana ci sono anche alcuni video: prigionieri in fila costretti a masturbarsi davanti alla macchina fotografica; un detenuto incatenato che sbatte ripetutamente la testa contro una porta di metallo: secondo la Sbs era un prigioniero malato di mente su cui i secondini si divertivano a escogitare diversi metodi di costrizione. In risposta alla pubblicazione delle immagini in Australia i movimenti libertari negli Usa sono insorti. Il Center for Constitutional Rights che aveva presentato unarichiesta per la pubblicazione delle foto assieme alla Aclu e ad altre organizzazioni per i diritti umani, ha lanciato un appello per un'inchiesta «completa, trasparente eindipendente» sullo scandalo che «salga ai vertici della catena di comando».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-114003513656366875?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/114003513656366875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=114003513656366875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114003513656366875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/114003513656366875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/02/nuove-immagini-e-video-sulle-torture.html' title='Nuove immagini e video sulle torture ad Abu Ghraib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113882234883722909</id><published>2006-02-01T20:32:00.000+01:00</published><updated>2006-02-01T20:32:28.896+01:00</updated><title type='text'>Al processo contro Saddam la testimonianza di donne torturate sotto il regime</title><content type='html'>Barzan Ibrahim Hassan al-Tikriti, il fratellastro di Saddam Hussein che insieme all'ex dittatore iracheno è tra gli otto co-imputati processatiper crimini contro l'umanità dal Tribunale Speciale di Baghdad, non soltanto partecipò a interrogatori degli oppositori o presunti tali, ma dirigeva in prima persona le torturecui molti tra essi erano sistematicamente sottoposti: specialmente se si trattava di donne, alle sevizie sulle quali sovrintendeva dall'inizio alla fine, a cominciare da quando le malcapitate erano costrette a spogliarsi. È il terribile racconto che oggi in aula, assenti lo stesso Barzan al pari di Saddam e della maggior parte degli altrigerarchi alla sbarra, hanno fatto due delle testimoni, due abitanti del villaggio sciita di Dujail dove nell'82 furono massacrati centinaia di civili in seguito a un fallito attentato al rais; chi sopravvisse fu arrestato, e così appunto avvenne alle due donne. «Barzan vigilò personalmente sul mio spogliarello forzato», ha denunciato una di loro davanti ai giudici, «poi mi prese per tre volte a calci sul petto nudo. Avverto il dolore ancora adesso, e per molti anni non sono più stata in grado di respirare normalmente». L'ex detenuta ha rievocato quando fu portata a Baghdad e segregata per mesi nel quartier generale dei servizi segreti del regime, all'epoca diretti proprio dal fratellastro del dittatore: erano torture tutti i giorni, ha proseguito, e «ognuno di essi era un incubo», perchè le guardie «arrivavano, mi denudavano, mi picchiavano e mi somministravano scariche elettriche, qualche volta mi appendevano persino al soffitto». A questo punto uno deimagistrati le ha chiesto se fosse «proprio nuda», al che lei ha risposto senza esitare «sì, completamente»: una circostanza aggravante, in base al rigido codice morale islamico. In genere le prigioniere, ha continuato la superstite, erano sottoposte ad abusi di ogni genere per strappare loro la confessione su dove si trovassero i congiunti di sesso maschile sui quali l'intelligence di Saddam voleva mettere le mani. Così, a un certo punto la teste fu condotta nel famigerato penitenziario di Abu Ghraib, alla periferia ovest della capitale, che sarebbe poi tornato alla ribalta in tempiassai più recenti per i maltrattamenti inflitti dai carcerieri americani ai loro prigionieri arabi. Con lei c'era la cognata, che era incinta e «partorì in cella», ha proseguito la donna.«Il neonato morì immediatamente, ma per due giorni lo lasciarono accanto a lei. Del bimbo», ha osservato in tono amaro, «non imporava nulla a nessuno».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113882234883722909?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113882234883722909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113882234883722909' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113882234883722909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113882234883722909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/02/al-processo-contro-saddam-la.html' title='Al processo contro Saddam la testimonianza di donne torturate sotto il regime'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113804834613990389</id><published>2006-01-23T21:32:00.000+01:00</published><updated>2006-01-23T21:32:26.176+01:00</updated><title type='text'>Ex torturatrice di Abu Ghreib conferma:Eseguivamo solo gli ordini</title><content type='html'>Gli abusi contro i prigionieri di Abu Ghraib rivelati dalle foto dello scandalo facevano parte della realtà di tutti i giorni nel carcere gestito dagli americani. Lo sostiene Megan Ambuhl, una dei sette esponenti della polizia militare condannati per la vicenda, aggiungendo che lei e i suoi compagni eseguivano gli ordini e sono stati soltanto capri espiatori. La prima volta che entrò nel carcere nell'ottobre 2003 la donna rimase sconcertata dal vedere uomini nudi o vestiti solo con biancheria femminile nelle celle, e altri incappucciati e ammanettati in posizioni contorte alle griglie dimetallo delle porte, ha raccontato, citata sul Washington Post. Un ufficiale le fece fare il giro del penitenziario. Puntando il dito verso un gruppo di prigionieri incatenati, le disse che le sbarre venivano spesso «decorate come alberi diNatale» con i detenuti ammanettati. «Mi spiegò che era una tattica dell'intelligence militare, disse che era per far crollare i detenuti che dovevano essere interrogati. Era chiaro che era un centro dell'intelligence militare. Per come la vedevo, pensai che se lo facevano, andava bene che lo facessero», afferma la donna. La Ambuhl ha lasciato l'esercito dopo essere stata degradata e multata per negligenza, ma non è stata condannata a pene detentive. La donna ha sposato Charles Graner, considerato il leader del gruppo dei responsabili degli abusi, condannato a dieci anni di carcere e padre del figlio di Lynndie England, la soldatessa fotografata con un detenuto nudo al guinzaglio. Oggi si batte per far liberare il marito, sostendo che gli abusi venivano compiuti su ordine dell'intelligence militare e degli agenti Cia coinvolti negli interrogatori. «Facevamo quello che ci dicevano», afferma, citando ordini di ammanettare i prigionieri in posizione scomode, gettar loro acqua gelata, costringerli a faticosi esercizi fisici, tenerli nudi e crear loro imbarazzo. Alcuni istruttori provenienti da Guantanamo insegnavano ai membri della polizia militare come mantenere i detenuti in posizioni di stress, continua la Ambuhl, ricordando che poco prima del suo arrivo ad Abu Ghraib vi era stata la visita del comandante del centro di detenzione della baseamericana a Cuba, generale Geoffrey Miller. L'ex soldato della polizia militare racconta infine che, prima di arrivare ad Abu Ghraib, guidava i mezzi militari Humvee a Hilla e non aveva ricevuto nessuna forma di addestramento per trattare con i prigionieri, nè informazioni sulle procedure da adottare o la convenzione di Ginevra.&lt;br /&gt; (Cif/Zn/Adnkronos)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113804834613990389?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113804834613990389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113804834613990389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113804834613990389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113804834613990389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/01/ex-torturatrice-di-abu-ghreib.html' title='Ex torturatrice di Abu Ghreib conferma:Eseguivamo solo gli ordini'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113760578709335604</id><published>2006-01-18T18:36:00.000+01:00</published><updated>2006-01-18T18:36:27.123+01:00</updated><title type='text'>Soldato Usa accusa comandante donna di aver autorizzato torture mortali a un prigioniero iracheno</title><content type='html'>WASHINGTON, 18 GEN - Un militare americano accusato di avere ucciso ungenerale iracheno durante un interrogatorio soffocandolo dentro un sacco a pelo ha detto durante il processo in corso a Fort Carson (Colorado) di avere ricevuto dal suo comandante l'autorizzazione ad usare questa tecnica di interrogatorio. Il militare Lewis Welshofer è accusato di avere infilato il corpulento generale iracheno Abed Hamed Mowhoush in un sacco a pelo, dopo averlo legato, mettendosi quindi a sedere sul suo petto. Durante l'interrogatorio il militare aveva inoltre tappato bocca del generale dall'esterno del sacco a pelo causando un malore che aveva chiesto l'intervento del medico. Poco dopo l'interrogatorio era ripreso, con la stessa tecnica, e stavolta il generale era morto asfissiato. La difesa sostiene che il generale è morto per un attacco di cuore e sottolinea che il comandante di Welshofer, il maggiore Jessica Voss, aveva approvato questatecnica di interrogatorio. Ma nella sua testimonianza in aula la Voss ha detto di non essere mai stata informata dal militare che la "tecnica del sacco a pelo" avrebbe compreso azioni volte a ostacolare la respirazione del prigioniero. «Non avrei mai autorizzato una cosa del genere», ha detto la Voss. Il maggiore ha aggiunto che, nelle discussioni preliminari con Welshofer, era stato concordato che la tecnica del sacco a pelo sarebbe stata usata solo come risorsa estrema. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113760578709335604?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113760578709335604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113760578709335604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113760578709335604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113760578709335604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/01/soldato-usa-accusa-comandante-donna-di.html' title='Soldato Usa accusa comandante donna di aver autorizzato torture mortali a un prigioniero iracheno'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113708841956575406</id><published>2006-01-12T18:53:00.000+01:00</published><updated>2006-01-12T18:53:39.623+01:00</updated><title type='text'>Torture Abu Ghraib, il generale sospettato di avere autorizzato torture rifiuta di deporre</title><content type='html'>(ANSA) - NEW YORK, 12 GEN - Il generale Geoffrey Miller, protagonista nello scandalo delle torture sui prigionieri catturati nella guerra al terrorismo, ha invocato ilQuinto Emendamento della Costituzione per non essere incriminato nel corso del processo di Corte Marziale contro due soldati accusati di aver usato cani per intimidiredetenuti nel carcere di Abu Ghraib in Iraq. La decisione di Miller, che è stato anche il capo della base prigione di Guantanamo a Cuba e che ha contribuito a elaborare le regole degli interrogatori a Abu Ghraib,lascia intravedere che il generale possa avere informazioni che lo potrebbero implicare in uno scandalo dove finora a pagare sono stati 'pesci piccolì delle Forze Armate. Miller - riporta oggi il Washington Post - ha invocato il diritto a non testimoniare in risposta a una domanda della difesa per determinare se era stato lui a ordinare l'usodei cani negli interrogatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113708841956575406?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113708841956575406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113708841956575406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113708841956575406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113708841956575406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/01/torture-abu-ghraib-il-generale.html' title='Torture Abu Ghraib, il generale sospettato di avere autorizzato torture rifiuta di deporre'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113699931899402765</id><published>2006-01-11T18:08:00.000+01:00</published><updated>2006-01-11T18:08:38.996+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>(ANSA-REUTERS) - OSLO, 11 gen - Polemiche in Norvegia, paese leader nella ricerca della parità uomo-donna a tutti i livelli, per la decisione del gruppo di&lt;br /&gt;telecomunicazioni statale Telenor di dare solo a uomini cariche direttive.&lt;br /&gt;«Si tratta di un'azione che mostra scarso coraggio», è quello che ha detto ad un quotidiano locale il Ministro dell'Industria ed il Commercio norvegese Odd Eriksen, che&lt;br /&gt;gestisce le azioni della Telenor, per il 53,97 percento di proprietà dello Stato.&lt;br /&gt;Secondo quella che Oslo definisce la più rigida politica di parità sessuale al mondo, entro il 2008 i consigli di amministrazione delle aziende norvegesi dovranno essere&lt;br /&gt;composti, almeno per il 40 per cento, da donne.&lt;br /&gt;Ad Eriksen, che ha accusato la Telenor di non essersi battuta a sufficienza contro l'esclusione delle donne dalle cariche di leadership, ha risposto il portavoce&lt;br /&gt;dell'azienda Scott Engebrigtsen.&lt;br /&gt;La compagnia, ha spiegato Engebrigtsen, ha selezionato il personale più adeguato per gli incarichi di leadership, indipendentemente dal sesso.&lt;br /&gt;La parità tra i sessi si vede in Norvegia anche nella composizione del governo, in cui 9 membri su 19 sono donne.&lt;br /&gt;(ANSA-REUTERS) RED 11-GEN-06 17:16 NNN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113699931899402765?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113699931899402765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113699931899402765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113699931899402765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113699931899402765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/01/ansa-reuters-oslo-11-gen-polemiche-in.html' title=''/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113699827578977991</id><published>2006-01-11T17:51:00.000+01:00</published><updated>2006-01-11T17:51:15.846+01:00</updated><title type='text'>In Norvegia la tv di stato discrimina le donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;(ANSA-REUTERS) - OSLO, 11 gen - Polemiche in Norvegia, paese leader nella ricerca della parità uomo-donna a tutti i livelli, per la decisione del gruppo di&lt;br /&gt;telecomunicazioni statale Telenor di dare solo a uomini cariche direttive.&lt;br /&gt;«Si tratta di un'azione che mostra scarso coraggio», è quello che ha detto ad un quotidiano locale il Ministro dell'Industria ed il Commercio norvegese Odd Eriksen, che&lt;br /&gt;gestisce le azioni della Telenor, per il 53,97 percento di proprietà dello Stato.&lt;br /&gt;Secondo quella che Oslo definisce la più rigida politica di parità sessuale al mondo, entro il 2008 i consigli di amministrazione delle aziende norvegesi dovranno essere&lt;br /&gt;composti, almeno per il 40 per cento, da donne.&lt;br /&gt;Ad Eriksen, che ha accusato la Telenor di non essersi battuta a sufficienza contro l'esclusione delle donne dalle cariche di leadership, ha risposto il portavoce&lt;br /&gt;dell'azienda Scott Engebrigtsen.&lt;br /&gt;La compagnia, ha spiegato Engebrigtsen, ha selezionato il personale più adeguato per gli incarichi di leadership, indipendentemente dal sesso.&lt;br /&gt;La parità tra i sessi si vede in Norvegia anche nella composizione del governo, in cui 9 membri su 19 sono donne.&lt;br /&gt;(ANSA-REUTERS) RED 11-GEN-06 17:16 NNN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113699827578977991?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113699827578977991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113699827578977991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113699827578977991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113699827578977991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2006/01/in-norvegia-la-tv-di-stato-discrimina.html' title='In Norvegia la tv di stato discrimina le donne'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113535574959659280</id><published>2005-12-23T17:35:00.000+01:00</published><updated>2005-12-23T17:35:49.636+01:00</updated><title type='text'>Una donna si candida alla presidenza dello Yemen</title><content type='html'>(ANSAmed) - SANAA, 6 DIC - 'Oggi la donna yemenita e' in grado di assumere la carica di presidente della repubblicà. Con questa frase Sumaya Ali Rajaa, una nota regista televisiva che vive a Parigi, ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali in Yemen previste nel settembre 2006. La notizia, apparsa oggi sul giornale yemenita Al-Ayyam, è stata diffusa in occasione della conferenza regionale sui diritti della donna, durata tre giorni e terminata ieri nella capitale yemenita Sanaa. Oltre alla sua attività di regista, Sumaya Rajaa presiede il Forum culturale franco-yemenita e, in passato, ha lavorato per la BBC. Nel suo annuncio alla stampa, ha specificato che parteciperà alle elezioni da indipendente e ha chiesto un sostegno da parte delle organizzazioni politiche. La conferenza regionale - che ha riguardato la partecipazione della donna araba e il suo ruolo nello sviluppo - ha esortato i Paesi arabi che non l'abbiano ancora fatto ad aderire alla Convenzione internazionale che vieta le discriminazioni contro le donne. (ANSAmed).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113535574959659280?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113535574959659280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113535574959659280' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113535574959659280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113535574959659280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/12/una-donna-si-candida-alla-presidenza.html' title='Una donna si candida alla presidenza dello Yemen'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113390363772368869</id><published>2005-12-06T22:13:00.000+01:00</published><updated>2005-12-06T22:13:57.783+01:00</updated><title type='text'>donne poliziotto attentatrici a Baghdad</title><content type='html'>(Apcom) Sono state due donne poliziotto a commettere oggi il duplice attentato all'Accademia di polizia a Baghdad, che ha provocato almeno 36 morti: lo ha affermato il ministro dell'Interno iracheno Bayane Baqer Soulagh, da Abu Dhabi, citato dall'agenzia degli Emirati Araabi Wam. «L'attentato di questa mattina è stato commesso da due agenti di polizia donna della stessa Accademia», ha dichiarato Soulagh, nel corso di una conferenza stampa&lt;br /&gt;all'ambasciata irachena ad Abu Dhabi. «Ciò prova l'esistenza di infiltrazioni interne difficili da dominare», ha aggiunto il ministro, in visita ufficiale negli Emirati. La notizia che gli attentatori suicidi fossero due donne era stata in precedenza smentita dal comando Usa. Anche un comunicato attribuito ad al Qaida in Iraq, nel quale l'organizzazione terroristica rivendica l'attentato, parla di «due fratelli» come autori.&lt;br /&gt;(fonte Afp) Cuc 061957 dec 05GMT &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113390363772368869?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113390363772368869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113390363772368869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113390363772368869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113390363772368869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/12/donne-poliziotto-attentatrici-baghdad.html' title='donne poliziotto attentatrici a Baghdad'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113380096778579843</id><published>2005-12-05T17:42:00.000+01:00</published><updated>2005-12-05T17:42:47.823+01:00</updated><title type='text'>A Damasco crescono le associazioni di donne fondamentaliste</title><content type='html'>Damasco, 5 dic. (Adnkronos) - C'erano almeno duecento donne a festeggiarla nella grande villa in cui abita insieme alla famiglia in una delle zone residenziali in collina, sopra Damasco. Il padre è il proprietario di una delle più importanti tipografie siriane. Lei ha otto anni. Ma non era il suo compleanno. Il servizio di catering di uno dei quattro alberghi a cinque stelle della città è stato chiamato in quell'occasione per celebrare la prima volta che ha indossato il velo a coprirle i capelli. Un'occasione per segnare il suo ingresso nella rete delle «donne fondamentaliste» siriane. Come ancora vengono genericamente chiamate le seguaci di Sheikha Monira al-Qubaisy, una cinquantenne di cui non si sa molto altro, così&lt;br /&gt;come quelle di alcune altre signore che guidano queste associazioni di donne. Donne che si riuniscono in piccoli gruppi per pregare, apprendere i precetti dell'islam, prestare ad altre assistenza caritatevole. E per cambiare la propria vita. A cominciare dai vestiti. Palandrana scura, blu scuro, su ampie gonne a pieghe alle caviglie. Scarpe di gomma senza tacco. Velo. Spesso che arriva a coprire anche il naso. Sono sempre più visibili nelle strade di Damasco. Solo le «qubaisiate», come anche vengono chiamate le donne, forse 30mila, che fanno parte del gruppo più numeroso. Sono «attive nell'incoraggiare le ragazze a seguire i precetti dell'Islam», come spiega una di loro. Ad alcune mamme non associate è stato chiesto dalla maestre delle figlie, che invece lo sono, di impedire alle bambine di vedere la televisione. Non intendono «rappresentare alcuna linea politica, ma solo lavorare nelle scuole per insegnare alle giovani». Provengono da tutte le classi sociali. Non solo da quelle più povere, in cui invece si stanno diffondendo anche gruppi di preghiera di ispirazione wahabita. Vi hanno aderito medici, per esempio una delle specialiste più note in Siria, insegnanti, farmaciste. (segue) (Sip-Baw/Opr/Adnkronos) = (Adnkronos) - Le cellule ristrette in cui si incontrano per pregare sono invece ben definite socialmente e fra loro ben separate. Ma loro sono in grado di riconoscersi anche per strada. Dal vestito. Dal modo in cui è annodato sotto il mento il foulard. Non hanno nessun bisogno di aiuti economici dall'estero, di cui invece beneficia per esempio l'associazione per la distribuzione di latte per neonati alle donne che ne hanno bisogno, «Nouktat Hliba», aiutata da diversi altri paesi arabi. A contribuire alla distribuzione di cibo e medicine alle donne affiliate alla rete nei quartieri più poveri sono i versamenti che le più benestanti e inserite delle 'fondamentalistè riescono a raccogliere. Le donne rimangono l'anello debole della società siriana per le condizioni che ancora sono costrette a subire. Dall'analfabetismo (lo sarebbe il 40 per cento delle donne in Siria, l'80 per cento se si escludono le residenti delle città, secondo i dati totalmente diversi da quelli ufficiali raccolti dalla Lega delle donne siriane, che illustra una sua rappresentante, Zeinab Ibrahim), alla legge sulla famiglia, che consente al marito, in caso di divorzio, a far&lt;br /&gt;uscire l'ex moglie fuori casa. Senza alcun contributo e senza i figli, dopo che questi hanno compiuto i 13 anni, se maschi, 15 se femmine (fino a un anno e mezzo fa, erano rispettivamente nove eundici) che il padre ha il diritto di tenere con se dopo la separazione. O alla legge che non consente a una donna siriana di trasmettere la sua nazionalità ai figli. Non è certo questa la prima impressione che si ha camminando per le strade di Damasco. Ancora invase da donne senza velo che chiacchierano allegre fra loro, condividono il narghilè con un amico nei baretti di Kassiumi, il punto più panoramico della città. O che all'università affollano all'ora di pranzo i giardini, sedute sulle panchine o sull'erba. Che a teatro assistono a uno spettacolo di danza contemporanea, in cui la protagonista, di una compagnia tunisina, rotola sul palco in minigonna. Non è l'impressione che si ha parlando con una delle dirigenti storiche del partito Baath, una delle due donne ministro del governo siriano.Tuttavia, il fenomeno della diffusione delle fondamentaliste esiste ed è ben documentato da altre donne ancora che stanno raccogliendo elementi per cercare di capirne la natura. Il governo siriano, di Hafez Assad prima, di Bashar dopo la sua morte nel 2000, ha sempre cercato di incoraggiare la diffusione di un islam moderato.  Perchè gli alauiti di cui fanno parte gli Assad sono la minoranza in Siria (circa 13 per cento della popolazione). Perchè dopo la sanguinosa repressione con cui nel 1982 il «leone di Damasco» schiacciò i Fratelli Musulmani ad Hama (furono uccise circa ventimila persone), la politica è stata quella di dare spazio alla religione, a patto che sia cooptata. Quindi spazio anche ai sunniti moderati, che sono la maggioranza dei siriani. Dall'inizio degli anni Ottanta sono state costruire in Siria 6mila grandi moschee e più 200 piccole. Sono stati aperti 120 'istituti al- Assad', di perfezionamento in studi religiosi. È stata consentita l'apertura in tutto di 600 istituti superiori di questo tipo, annessi a moschee, la più importante delle quali è Abu Noor, a Damasco, o indipendenti, come le circa trenta scuole aperte da Qubaiasy. Scuole aperte a tutte prima dell'introduzione della legge del febbraio del 2004, per escludere l'iscrizione di studenti di nazionalità straniera. Libertà di culto estesa anche a tutte le chiese cristiane. Cattolici compresi. Come ben aveva testimoniato la visita che Giovanni Paolo II volle fare allo scheletro della chiesa ortodossa di Quneitra, la cittadina distrutta dalle ruspe e dalle mine di Tsahal prima del ritiro di un centinaio di metri degli israeliani, nel 1974, dai territorio occupati nelle guerre del 1967 e del 1973, un 'museo all'apertò al bordo della terra di nessuno che divide i due paesi che la Siria utilizza per denunciare al mondo l'occupazione del Golan. Paradossalmente il nuovo aumento del fondamentalismo non proviene dalle fila dei Fratelli musulmani siriani, ancora banditi ufficialmente come terroristi. Anzi. Dopo&lt;br /&gt;aver rinunciato al loro braccio militare, i loro esponenti si sono avvicinati con sempre maggior convinzione ai forum per la democrazia che ancora resistono, dopo la breve 'primavera di Damascò a cavallo fra il 2000 e il 2001. All'ultima 'Dichiarazione di Damascò firmata alcune settimane fa dalla cosiddetta opposizione ad Assad (rappresentanti, divisi fra loro, della società civile, schierati in difesa dei diritti umani) i Fratelli Musulmani si sono associati «con tutto il loro potere», come a dire, senza le riserve che avevano comunque mantenuto firmando gli altri documenti in cui si chiedono al regime aperture. (Sip-Baw/Opr/Adnkronos) &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113380096778579843?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113380096778579843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113380096778579843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113380096778579843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113380096778579843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/12/damasco-crescono-le-associazioni-di.html' title='A Damasco crescono le associazioni di donne fondamentaliste'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113372631068270471</id><published>2005-12-04T20:58:00.000+01:00</published><updated>2005-12-04T20:58:30.733+01:00</updated><title type='text'>Secondo Newsweek ci sarà un'ondata di donne kamikaze</title><content type='html'>DOPO IRAQ, TIMORI PER ATTENTATI IN EUROPA E STATI UNITI (di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 4 DIC - Per il momento sono soltanto tre, l'ultima delle quali la kamikaze belga Muriel Degauque, ma i servizi di intelligence americani temono che le attentatrici suicida di al Qaida, la multinazionale islamica del terrore,&lt;br /&gt;diventino molte di più e soprattutto comincino ad operare in Europa e negli Stati Uniti. A tirare il campanello d'allarme è il settimanale americano Newsweek, nel numero in edicola domani, dedicando la copertina alla questione delle donne kamikaze islamiche, sotto il titolo shock «Donne e Terrore». In base alle ricostruzioni di Newsweek sono sarebbero per il momento più di tre le militanti suicida di al Qaida entrate in azione in Iraq, la prima delle quali a settembre a Tall Afar, vicino alla frontiera con la Siria.&lt;br /&gt; VESTITA DI UN LUNGO CAFTANO BIANCO - Di lei si sa molto poco e non si conosce neppure il nome. Si sa soltanto che si è fatta saltare per aria vestita da uomo, con un lungo caftano bianco e un tradizionale turbante. La donna, che era riuscita ad avvicinarsi senza problemi ad un gruppo di militari uccise altre cinque persone e ne ferì complessivamente oltre una trentina. Circa un mese dopo, almeno secondo quanto afferma un sito internet legato ad al Qaida, un'altra donna si è fatta esplodere a Mossul, in compagnia di suo marito. Del terzo caso, quello della Degauque, 38 anni, si sa molto di più, ed è quello forse più preoccupante, perchè il più insolito e quello probabilmente più difficile da&lt;br /&gt;arginare.  MYRIAM, IL CASO PIÙ PREOCCUPANTE - Una donna dall'aspetto occidentale, munita di un passaporto dell'Unione europea, ha più possibilità di avvicinarsi a strutture sensibili, in Europa o negli Usa, di una sua 'collegà dall'aspetto palesemente mediorientale. La donna, dal passato turbolento (droga, alcool e una successione di relazioni sentimentali fallite con islamici, oltre all'impossibilità di avere figli) si era convertita all'islam più radicale con il suo ultimo marito marocchino e aveva cambiato il suo nome in Myriam. Si è fatta saltare per aria il 9 novembre in un attacco contro la polizia irachena nei pressi di Baquba e suo marito è stato abbattuto subito dopo dai militari americani. Le donne kamikaze non sono una novità assoluta, ma i primi casi -con l'eccezione della Cecenia- erano legati ad ambienti laici, come i curdi in Turchia o le tigri Tamil in Sri Lanka.&lt;br /&gt; UN'IDEA DI ZARQAWI - Che al Qaida abbia deciso di ricorrere a donne per le sue operazioni militari viene ritenuto una idea molto recente, dagli ambienti di intelligence americani, e viene attribuita al numero responsabile dell'organizzazione in Iraq, Abu Musab al Zarqawi. Come spiega a Newsweek una esperta dell'antiterrorismo, Mia Bloom, «aspettatevi all'inatteso: i terroristi sono perfettamente al corrente delle tipologie fisiche e stanno effettuando i cambiamenti necessari.... Vogliono anche provocare: i soldati americani potrebbero diventare più sospettosi nei confronti delle donne, in particolare se paiono incinte, con la necessità di perquisirle in modo dettagliato, provocando il risentimento della popolazione».&lt;br /&gt; AL QAIDA HA BISOGNO DI RECLUTE - Molto più semplicemente -e gli esperti del controterrorismo Usa ne sono sempre più convinti- al Qaida ha bisogno di nuove reclute, e se mancano gli uomini si fa appello alle donne, anche se malvolentieri. E poi, molto semplicemente, il numero delle donne pronte a sacrificarsi sembra essere in aumento, forse anche per desiderio di vendetta da parte di mogli o familiari di guerriglieri uccisi. Secondo una fonte dei Taleban citata sempre da Newsweek, il numero due di al Qaida, Ayman al Zawahiri, è da sempre favorevole all'istruzione delle donne e alla loro partecipazione alle azioni militari.&lt;br /&gt; IMPOSSIBILE CONVINCERE MULLAH OMAR - Prima del 2001, Zawahiri aveva addirittura tentato, senza successo, di convincere il filosofo dei Taleban, il Mullah Omar, di tale necessità, ma il religioso aveva chiesto ad al Qaida di abbandonare l'ipotesi. Zawahiri non lo ascoltò e continuò ad addestrare le donne. Per il momento il fenomeno delle donne kamikaze appare molto marginale, riconoscono infine i servizi segreti americani. Ma la situazione potrebbe rapidamente evolvere e i commando femminili potrebbero finire col rappresentare il nocciolo duro delle operazioni di al Qaida. «Uno strano cammino per la liberazione delle donne nascoste da veli e burqa», conclude Newsweek.&lt;br /&gt; (ANSA).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113372631068270471?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113372631068270471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113372631068270471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113372631068270471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113372631068270471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/12/secondo-newsweek-ci-sar-unondata-di.html' title='Secondo Newsweek ci sarà un&apos;ondata di donne kamikaze'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113336879835128869</id><published>2005-11-30T17:39:00.000+01:00</published><updated>2005-11-30T17:39:58.423+01:00</updated><title type='text'>è belga la prima donna kamikaze europea</title><content type='html'>(AGI/AFP) - Bruxelles, 30 nov. - Quattordici persone sono state arrestate in Belgio nel'ambito delle indagini sull'attacco kamikaze compiuto in Iraq da una donna di&lt;br /&gt;nazionalità belga.&lt;br /&gt;Nell'attentato rimasero uccise sei persone. (AGI) Uba 301223 NOV 05 NNN (AGI/AFP) - Bruxelles, 30 nov. - Gli arrestati - tra cui 9 belgi (due di origine tunisina), tre&lt;br /&gt;marocchini e due tunisini - sono stati catturati ad Anversa e a Bruxelles al termine di «un'indagine di quattro mesi sulla presenza in Belgio di una rete di reclutatori di&lt;br /&gt;volontari da mandare a combattere con le milizie irachene».&lt;br /&gt; Secondo gli inquirenti, la donna si era convertita all'Islam poco dopo aver sposato un estremista islamico, a sua volta «arrestato o ucciso» in Iraq. Stando ai documenti&lt;br /&gt;che furono trovati tra i resti della kamikaze, la donna era entrata in Iraq dalla Turchia approfittando del passaporto belga. Fonti di intelligence ritengono che l'attentato in cui&lt;br /&gt;rimase uccisa è il primo compiuto da un'europea. «Sappiamo che questi gruppi sono sempre al lavoro su nuovi attacchi» hanno riferito fonti vicine alle indagini a proposito&lt;br /&gt;degli arrestati, «ma siamo in grado di affermare che non stavano preparando attentati in Europa». (AGI) Uba 301417 NOV 05 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113336879835128869?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113336879835128869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113336879835128869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113336879835128869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113336879835128869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/11/belga-la-prima-donna-kamikaze-europea.html' title='è belga la prima donna kamikaze europea'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113208111386381463</id><published>2005-11-15T19:58:00.000+01:00</published><updated>2005-11-15T19:58:33.920+01:00</updated><title type='text'>Un nuovo Abu Ghraib nel centro di Baghdad</title><content type='html'>DETENUTI TORTURATI E AFFAMATI, PREMIER ANNUNCIA INCHIESTA (ANSA) - BEIRUT, 15 NOV - Le forze americane hanno scoperto una nuova Abu Ghraib nel&lt;br /&gt;cuore di Baghdad: un bunker sotterraneo del ministero dell'interno dove reparti statunitensi hanno trovato 173 detenuti ridotti a pelle e ossa per la fame e con il corpo pieno di lividi per le torture. La notizia è stata confermata oggi da Ibrahim Jafaari nel corso di una conferenza stampa durante la quale il premier ha annunciato di avere costituito una commissione di inchiesta per far luce su una vicenda che rischia di esacerbare ulteriormente le tensioni inter-etniche e di mettere il governo in grave imbarazzo. «Sono stato informato di questa scoperta - ha detto Jafaari - so che c'erano prigionieri malnutriti e, in alcuni casi, forse torturati». «L'importante ora è stabilire come ciò sia potuto accadere e prendere provvedimenti severi contro i responsabili», ha aggiunto. Jafaari ha detto anche che una seconda commissione è stata incaricata di verificare quali siano le reali condizioni di detenzione delle carceri di tutto l'Iraq. La scoperta è stata fatta nella serata di domenica quando reparti americani hanno fatto irruzione nel complesso del ministero dell'interno iracheno nel centralissimo quartiere di Jadriya. Su insistenza dei familiari e di diversi dignitari sunniti, i soldati stavano cercando un ragazzo di 15 anni scomparso da casa.  Era comunque da tempo che le autorità statunitensi erano in preallarme: i sunniti di Baghdad lamentano di essere oggetto di vessazioni continue da parte delle nuove forze di polizia irachene, in massima parte costituite da sciiti. E da tempo giravano voci che in caso di arresto, le brutalità erano all'ordine del giorno. Moshen Abdul Hamid, leader del maggior partito sunnita, ha detto all'agenzia americana Ap di avvere già segnalato che quello del ministero dell'interno era un carcere dove si pratica la tortura. Ma, ha aggiunto, il governo non lo ha mai ascoltato.&lt;br /&gt; «Per quello che ne sappiamo noi tutti i detenuti sono sunniti - ha detto - per dare la caccia ai terroristi arrestano a caso centinaia di innocenti e li torturano brutalmente». Hussein Kamal, il vice-ministro dell'interno, ha confessato all'agenzia Reuters di essere rimasto sconvolto da quello che ha visto. «I segni degli abusi sono evidenti - ha detto - alcuni detenuti su alcune parti del corpo non hanno più pelle, un paio sono rimasti paralizzati».&lt;br /&gt; «Chi si è reso responsabile dei maltrattamenti di questi detenuti, o di qualsiasi altro, dovrà far fronte alle sue responsabilità e fare i conti con la giustizia», ha comunque assicurato Kamal. Diversi giornalisti occidentali a Baghdad osservano che quanto scoperto domenica molto probabilmente non è che la punta dell'iceberg. Amnesty International, l'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, ha accolto con favore l'inchiesta promessa da Jafaari ma ha confermato che di abusi nel nuovo Iraq 'democraticò si parla comunque da tempo.  «Non è la prima volta che vengono fuori storie di torture e maltrattamenti inflitti ai detenuti dalla polizia e da forze speciali del ministero dell'intrno come la 'Brigata Lupò, ha detto la portavoce Nicole Chouery. (ANSA).&lt;br /&gt; COR-ZU 15-NOV-05 19:46 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113208111386381463?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113208111386381463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113208111386381463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113208111386381463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113208111386381463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/11/un-nuovo-abu-ghraib-nel-centro-di.html' title='Un nuovo Abu Ghraib nel centro di Baghdad'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113191215593631806</id><published>2005-11-13T21:02:00.000+01:00</published><updated>2005-11-13T21:02:35.976+01:00</updated><title type='text'>uno studio sui sucidi islamici</title><content type='html'>http://www.atimes.com/front/DD13Aa04.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113191215593631806?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113191215593631806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113191215593631806' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113191215593631806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113191215593631806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/11/uno-studio-sui-sucidi-islamici.html' title='uno studio sui sucidi islamici'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-113190217983074873</id><published>2005-11-13T18:16:00.000+01:00</published><updated>2005-11-13T18:16:19.863+01:00</updated><title type='text'>la coppia kamikaze di Amman</title><content type='html'>(AGI/AFP/REUTERS) - Amman, 13 nov. - Arrestata dalla polizia giordana, ha reso questa sera una confessione in televisione la mancata terrorista suicida che non riuscì a fare detonare l'esplosivo nell'attacco di mercoledì sera contro uno dei tre alberghi di Amman presi di mira dai kamikaze. La donna è stata mandata in onda sulla televisione pubblica giordana con indosso la cintura suicida. Ha confessato anche che uno degli altri tre terroristi era il marito. «Mi chiamo Sajida Mabruk Atrous Rishawi, sono nata nel 1970 a Ramadi (Iraq). Sono arrivata in Giordania il 5 novembre con documenti iracheni falsi. Quello di mio marito era intestato ad Ali Hussin Ali, il mio a Sajida Kader Latif», ha dichiarato la donna, «Siamo entrati nell'albergo (il Radisson Sas, ndr). Lui (il marito, ndr) è andato in una direzione, io nell'altra. Era in corso un matrimonio, c'erano donne e bambini. Mio marito è riuscito a&lt;br /&gt;compiere l'attacco. Io ho tentato di fare detonare la carica, ma non ci sono riuscita. Ho visto la gente fuggire dall'albergo e sono corsa via anch'io».  Anche gli altri due kamikaze sono riusciti a portare a termine la missione in altrettanti alberghi e a fare una strage: sono stati 57 i morti. (AGI) Ral 131803 NOV 05 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-113190217983074873?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/113190217983074873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=113190217983074873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113190217983074873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/113190217983074873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/11/la-coppia-kamikaze-di-amman.html' title='la coppia kamikaze di Amman'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112905467084589748</id><published>2005-10-11T20:17:00.000+02:00</published><updated>2005-10-11T20:17:55.550+02:00</updated><title type='text'>La bombmaker di Hamas</title><content type='html'>In Cisgiordania insegnava le tecniche ai seguaci del movimento Tulkarem (Cisgiordania), 11 ott. (Ap) - La prima donna impiegata da Hamas per la fabbricazione di&lt;br /&gt;esplosivi è una studentessa universitaria di 22 anni, cresciuta a Gaza e mandata in Cisgiordania a insegnare ad altri seguaci le tecniche apprese dagli artificieri del&lt;br /&gt;movimento. Lo hanno riferito i servizi di sicurezza israeliani, sottolineando una crescita notevole dell'uso di donne da parte delle fazioni armate negli ultimi due anni. Il&lt;br /&gt;movimento di resistenza islamico ci ha tenuto tuttavia a insistere che non sta promuovendo in nessun modo l'ascesa di donne a ruoli centrali nell'organizzazione.&lt;br /&gt;L'ideologia, insomma, non cambia di una virgola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I familiari della presunta esperta di esplosivi, Samar Sabih, continuano intanto a smentire ogni suo coinvolgimento o rapporto con militanti. La giovane, ci tengono a&lt;br /&gt;ribadire, non usciva quasi mai di casa. Sabih è stata arrestata nella sua casa di Tulkarem, in Cisgiordania, alla fine di agosto, durante un raid notturno dell'esercito che&lt;br /&gt;ha visto impegnate oltre una decina di jeep e un elicottero, come ricorda il suocero della donna, Jaber Sabih. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Gli uomini dello Shin Bet ne hanno annunciato l'arresto soltanto ieri. Secondo i servizi segreti israeliani, Sabih è stata reclutata nel campo profughi di Jebaliya, a Gaza,&lt;br /&gt;dove è cresciuta. Il movimento le ha in seguito fornito tutte le istruzioni per fabbricare ordigni. Sabih, diplomata in arabistica all'università islamica di Gaza, era fidanzata&lt;br /&gt;con il cugino 22enne Ramsi, operaio di Tulkarem, e aveva ottenuto un lasciapassare dagli israeliani per trasferirsi in Cisgiordania e unirsi al futuro marito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Stando alla ricostruzione dei servizi israeliani, Sabih avrebbe ammesso ogni cosa durante gli interrogatori. In una foto recente, la donna appare velata accanto al marito,&lt;br /&gt;anch'egli arrestato dai militari israeliani. Dall'inizio della Nuova Intifada, cinque anni fa, 96 donne palestinesi sono state coinvolte nelle violenze contro Israele. Più della&lt;br /&gt;metà degli episodi di questo genere, a detta degli israeliani, hanno avuto luogo negli ultimi 18 mesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Negli ultimi cinque anni, 67 donne palestinesi in tutto sono state reclutate come kamikaze, di cui otto hanno portato a termine la missione e 59 sono state intercettate&lt;br /&gt;e arrestate. In tutto, circa il 7% degli attentati kamikaze sono stati condotti da donne. Hamas finora ha mandato soltanto una donna a farsi esplodere: la 22enne Reem&lt;br /&gt;Rayishi, che ha lasciato i due figli piccoli ed è saltata in aria al checkpoint di Erez fra Gaza e Israele nel gennaio 2004.&lt;br /&gt; Spr 111752 oct 05GMT &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112905467084589748?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112905467084589748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112905467084589748' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112905467084589748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112905467084589748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/la-bombmaker-di-hamas.html' title='La bombmaker di Hamas'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112854291892741390</id><published>2005-10-05T22:08:00.000+02:00</published><updated>2005-10-05T22:08:38.950+02:00</updated><title type='text'>nuove denunce di torture in Iraq</title><content type='html'>(ANSA) - WASHINGTON, 5 OTT - Un capitano dell'esercito Usa che ultimamente aveva denunciato casi finora sconosciuti di torture a danno di detenuti in Iraq da parte di&lt;br /&gt;militari americani ha rivelato altri episodi ancora nel corso di incontri, avvenuti tra ieri e oggi, con autorevoli rappresentanti del Congresso.&lt;br /&gt; Il capitano Ian Fishback ha raccontato i nuovi episodi al senatore John McCain, ma al termine dell'incontro di mezz'ora ha rifiutato di ripetere le rivelazioni alla stampa,&lt;br /&gt;precisando soltanto che le nuove accuse provengono da segnalazioni ricevute da commilitoni.&lt;br /&gt; Da quando Fishback e due altri ufficiali del suo battaglione hanno accusato il mese scorso alcuni compagni d'armi della 82/a divisione aviotrasportata in Iraq di avere&lt;br /&gt;sistematicamente picchiato e maltrattato detenuti iracheni, molti altri soldati si sono fatti avanti, chiedendogli di trasmettere anche le loro testimonianze ai parlamentari&lt;br /&gt;americani.&lt;br /&gt; In dichiarazioni rese separatamente a Human Rights Watch (Hrw), organizzazione con sede a New York che si batte per il rispetto dei diritti umani, Fishback e due&lt;br /&gt;sergenti hanno denunciato casi di abusi da parte di appartenenti del primo battaglione del 504/o fanteria di paracadutisti, che avrebbero nono solo picchiato ripetutamente&lt;br /&gt;i prigionieri ma li avrebbero anche esposti a caldo e freddo estremi, e fatti ammucchiare in piramidi umane a Camp Mercury, una base vicino a Falluja, tra settembre&lt;br /&gt;2003 e aprile 2004, prima e durante gli abusi nella prigione di Abu Ghraib vicino a Baghdad. (ANSA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; FS 05-OTT-05 21:39 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112854291892741390?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112854291892741390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112854291892741390' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112854291892741390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112854291892741390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/nuove-denunce-di-torture-in-iraq.html' title='nuove denunce di torture in Iraq'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844815286392777</id><published>2005-10-04T19:49:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:49:12.863+02:00</updated><title type='text'>tutti i condannati per le torture in carcere</title><content type='html'> NEW YORK, 28 SET - Con la condanna a tre anni di Lynndie England cala il sipario sullo scandalo di Abu Ghraib: i nove riservisti messi sotto Corte&lt;br /&gt;Marziale per maltrattamenti di prigionieri di guerra nel carcere delle torture in Iraq hanno ricevuto complessivamente 25 anni di prigione.&lt;br /&gt; Ecco la fine che hanno fatto le nove 'mele marcè su cui il Pentagono ha scaricato la responsabilità degli abusi.&lt;br /&gt; Ex caporale CHARLES GRANER - condannato a dieci anni di prigione in gennaio, sta scontando la pena a Fort Leavenworth in Kansas per esser stato il capo degli&lt;br /&gt;aguzzini.&lt;br /&gt; Ex sergente IVAN FREDERICK - condannato a otto anni e mezzo di prigione in ottobre: ha ammesso di aver attaccato gli elettrodi alle mani di un detenuto&lt;br /&gt;incappucciato in piedi su una scatola e di avere minacciato di ucciderlo se avesse perso l'equilibrio.&lt;br /&gt; Ex soldato LYNNDIE ENGLAND - tre anni di prigione per maltrattamenti e atti osceni.&lt;br /&gt; Ex soldato JEREMY SIVITS - un anno di prigione dopo aver patteggiato uno sconto di pena riconoscendosi colpevole di aver fatto alcune foto dello scandalo.&lt;br /&gt; Ex soldato ROMAN KROL - dieci mesi per aver versato acqua su detenuti nudi e averli costretti a strisciare per terra. Krol faceva parte di una unità di intelligence&lt;br /&gt;militare.&lt;br /&gt; Ex soldato ARMIN CRUZ - otto mesi per maltrattamenti. Faceva parte della stessa unità di Krol.&lt;br /&gt; Ex sergente JALAL DAVIS - sei mesi per maltrattamenti (ha ammesso di aver saltato con tutto il peso su prigionieri ammanettati e camminato sulle loro mani) dopo&lt;br /&gt;essersi riconosciuto colpevole.&lt;br /&gt; Ex soldato SABRINA HARMAN - sei mesi di prigioni per abusi: la pena mite è stata decisa in considerazione di atti di gentilezza verso gli iracheni compiuti prima di&lt;br /&gt;essere trasferita come secondina a Abu Ghraib.&lt;br /&gt; Ex soldato MEGAN AMBUHL - libera dopo essersi riconosciuta colpevole di non aver denunciato gli abusi. Ha sposato Graner una volta tornata in patria dall'Iraq. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; BN 28-SET-05 17:14 NNN &lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844815286392777?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844815286392777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844815286392777' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844815286392777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844815286392777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/tutti-i-condannati-per-le-torture-in.html' title='tutti i condannati per le torture in carcere'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844802864715320</id><published>2005-10-04T19:47:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:47:08.646+02:00</updated><title type='text'>Lynndie, sono solo un capro espiatorio</title><content type='html'>= L'AGUZZINA DI ABU GHRAIB, VOGLIONO CHE QUALCUNO SI PRENDA LA COLPA Roma, 4 ott. - (Adnkronos) - «Vogliono qualcuno che si prenda la colpa ed&lt;br /&gt;hanno puntato il dito su di noi, solo perchè le nostre facce apparivano nelle foto». Così la soldatessa americana Lynndie England torna sullo scandalo delle foto scattate&lt;br /&gt;nel 2003 nel carcere iracheno di di Abu Ghraib e per le quali è stata condannata a tre anni di carcere, in un'intervista con il «Dateline- Nbc» e riportata dal quotidiano «La&lt;br /&gt;Stampa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E la England, ricordando la sua storia d'amore con il secondino Charles Graner, condannato a 10 anni per gli abusi perpetuati sui prigionieri, aggiunge: «Mi aveva&lt;br /&gt;convinto che ci saremmo sposati e fatto figli. Ero abbastanza innamorata di lui. Mi fidavo ed ero pronta a fare tutto quello che diceva. Poi l'ho visto dare le foto ad un&lt;br /&gt;ufficiale dell'intelligence militare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; «Non avevo mai fatto la guardia carceraria e non sapevo cosa fosse giusto. Ho cercato di essere paziente nell'applicazione di regole», sottolinea la England che,&lt;br /&gt;riguardo la famigerata foto in cui portava al guinzaglio un detenuto, afferma ancora: «Non gli stavamo facendo del male. Più che altro lo stavamo umiliando. Ora a quei&lt;br /&gt;detenuti direi che non avevo il diritto di fare quello che ho fatto e che mi dispiace davvero. Spero che un giorno mi perdoneranno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (Glm/Ct/Adnkronos) &lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844802864715320?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844802864715320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844802864715320' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844802864715320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844802864715320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/lynndie-sono-solo-un-capro-espiatorio.html' title='Lynndie, sono solo un capro espiatorio'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844792980326801</id><published>2005-10-04T19:45:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:45:29.803+02:00</updated><title type='text'>Lynndie:ad Abu Ghraib succedeva anche di peggio</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;(AGI/AFP) - Washington, 3 ott. - Nel carcere di Abu Ghraib avvenivano torture e abusi più gravi di quelli delle foto pubblicate l'anno scorso: a denunciarlo è Lynndie&lt;br /&gt;England, la soldatessa americana condannata a tre anni di carcere e radiata dall'esercito per le umiliazioni e le sofferenze inflitte ai detenuti. La England ha raccontato al&lt;br /&gt;programma «Dateline» della Nbc che «lì dentro accadevano cose peggiori». Una notte, ad esempio, udì «urla di dolore disumane» dal reparto docce dove era un corso&lt;br /&gt;l'interrogatorio di un arabo da parte di personale non militare. «Avevano aperto l'acqua per coprire le grida ma non serviva a niente - ha ricordato la ventiduenne che in una&lt;br /&gt;famigerata immagine teneva al guinzaglio un prigioniero nudo - non ho mai udito urla simili quando umiliavamo i prigionieri. Quel tipo era disperato come se lo stessero&lt;br /&gt;uccidendo, è una cosa che mi tormenta riesco ancora a sentirla come se fosse accaduta ieri». I responsabili di quell'interrogatorio non sono stati identificati ma dalle&lt;br /&gt;inchieste sugli abusi di Abu Ghraib è emerso che spesso nel carcere entravano agenti della Cia che «ammorbidivano» i prigionieri per strappargli informazioni utili.&lt;br /&gt; La England ha ribadito che le umiliazioni ai prigionieri erano incoraggiate dall'intelligence militare e dai comandanti.&lt;br /&gt;Le organizzazioni Usa per la difesa dei diritti umani hanno chiesto la pubblicazioni di 87 foto e 4 video girati dalle stesse guardie a Abu Ghraib e tenuti segreti dal&lt;br /&gt;Pentagono che mostrerebbero ulteriori violenze fisiche e psicologiche sui detenuti. (AGI) Sar 030959 OTT 05 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844792980326801?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844792980326801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844792980326801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844792980326801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844792980326801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/lynndiead-abu-ghraib-succedeva-anche.html' title='Lynndie:ad Abu Ghraib succedeva anche di peggio'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844782991991085</id><published>2005-10-04T19:43:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:43:49.920+02:00</updated><title type='text'>Saranno divulgate nuovo foto delle torture di Abu Ghraib</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;(ANSA) - NEW YORK, 29 SET - Un giudice di New York ha dato luce verde alla pubblicazione di nuove foto di abusi nel carcere di Abu Ghraib nonostante le obiezioni del&lt;br /&gt;Pentagono.&lt;br /&gt; Il giudice Alvin Hellerstein ha ordinato la pubblicazione delle immagini contro il parere del Dipartimento della Difesa che le foto potrebbero alimentare sentimenti&lt;br /&gt;anti-americani nel mondo arabo, sostenendo che i terroristi in Iraq e Afghanistan hanno dimostrato che «non hanno bisogno di pretesti per le loro barbarie».&lt;br /&gt; Le foto sono state richieste dall'associazione libertaria American Civil Liberties Union (Aclu). Comprese nell'ordine del giudice Hellerstein sono 87 immagini e quattro&lt;br /&gt;videocassette.&lt;br /&gt; Secondo la Aclu, il materiale dimostra che gli abusi erano un fatto sistematico, una tesi convalidata dalla recente denuncia di Ian Fishback, un capitano dell'esercito,&lt;br /&gt;all'associazione per i diritti umani Human Rights Watch.&lt;br /&gt; «La nostra nazione non cede ai ricatti, e la paura di un ricatto non è motivo legalmente sufficiente per impedirci di fare quanto di impone la legge», ha scritto il giudice&lt;br /&gt;nelle 50 pagine della sua decisione: «Al contrario le libertà che difendiamo sono altrettanto importanti al nostro successo in Iraq e Afghanistan delle armi e dei missili&lt;br /&gt;con cui armiamo le nostre truppe».&lt;br /&gt; La decisione del giudice di New York arriva all'indomani della condanna a tre anni di prigione per Lynndie England, la soldatessa con l'iracheno nudo al guinzaglio in&lt;br /&gt;una delle foto già pubblicate sugli abusi a Abu Ghraib.&lt;br /&gt; In tutto nove militari Usa sono finiti davanti alla Corte Marziale e hanno ricevuto complessivamente condanne pari a 25 anni di reclusione. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; BN 29-SET-05 19:15 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844782991991085?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844782991991085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844782991991085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844782991991085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844782991991085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/saranno-divulgate-nuovo-foto-delle.html' title='Saranno divulgate nuovo foto delle torture di Abu Ghraib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844776561213607</id><published>2005-10-04T19:42:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:42:45.613+02:00</updated><title type='text'>Lynndie England, la rabbia di Baghdad</title><content type='html'>PENA MOLTO PIÙ SEVERA SE VITTIME FOSSERO STATE AMERICANÈ (ANSA-REUTERS) - BAGHDAD, 28 SET - Domina la rabbia a Baghdad, all'indomani della&lt;br /&gt;condanna a 'solì tre anni di reclusione di Lynndie England, la soldatessa americana fotografata con l'iracheno al guinzaglio nel carcere di Abu Ghraib.&lt;br /&gt; Il verdetto emesso ieri da una Corte marziale americana - dicono con il cuore gonfio di risentimento gli abitanti della città - sarebbe stato più severo se le vittime delle&lt;br /&gt;sevizie fossero stati cittadini americani.&lt;br /&gt; «Le fotografie erano davvero vergognose, questa sentenza è ingiusta. La soldatessa deve restare in carcere più a lungo e deve scontare la pena in Iraq», protesta&lt;br /&gt;Najaat Al Azawi, un ingegnere in pensione.&lt;br /&gt; England, 22 anni, è la più famosa tra i riservisti del turno di notte fotografati nel 2004 mentre maltrattavano prigionieri di guerra iracheni ad Abu Ghraib. Quell'infamia&lt;br /&gt;provocò dure reazioni a livello internazionale e aumentò l'ostilità di molti iracheni nei confronti delle truppe di occupazione statunitensi. &lt;br /&gt; La circostanza che tra i torturatori ci fosse una donna aveva particolarmente impressionato una società araba tradizionale e maschilista.&lt;br /&gt; «Tantissimi nostri compatrioti sono detenuti senza accusa», dice Akram Abdel Amir, un conducente di autobus. «Ma quando si tratta di americani è tutto diverso».&lt;br /&gt; Gli fa eco Muntasser Abdel Moneim, un operaio di 30 anni. &lt;br /&gt;«Se gli abusi fossero stati commessi a danno di cittadini americani - dice con lo sguardo fisso sul cronista - la pena sarebbe stata molto più severa. Gli americani fanno&lt;br /&gt;finta di difendere i diritti umani e si proclamano una nazione civile: è sconvolgente». &lt;br /&gt; Nelle carceri amministrate dall'esercito statunitense sono reclusi 11.800 prigionieri, 4.000 dei quali ad Abu Ghraib.&lt;br /&gt; Due settimane fa, il ministro della Giustizia del governo filo-americano di Baghdad, Abdul Hussein Shandal, aveva denunciato che moltissimi iracheni sono detenuti per&lt;br /&gt;periodi troppo lunghi senza accuse e in attesa di processo. &lt;br /&gt;(ANSA-REUTERS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; RED-TF 28-SET-05 16:14 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844776561213607?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844776561213607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844776561213607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844776561213607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844776561213607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/lynndie-england-la-rabbia-di-baghdad.html' title='Lynndie England, la rabbia di Baghdad'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112844753268925243</id><published>2005-10-04T19:38:00.000+02:00</published><updated>2005-10-04T19:38:52.716+02:00</updated><title type='text'>Tre anni di carcere per Lynndie England</title><content type='html'>CALATO SIPARIO SU SCANDALO IN CARCERE ABU GHRAIB, A BAGHDAD (ANSA) - NEW YORK, 28 SET - Lynndie England, la soldatessa con l'iracheno al&lt;br /&gt;guinzaglio nelle foto di Abu Ghraib, è stata condannata in serata a tre anni di carcere da un Corte marziale americana, a Fort Hood, in Texas, ed è stata radiata&lt;br /&gt;dall'esercito.&lt;br /&gt; Prima che la giuria militare si riunisse e decidesse la pena in meno di due ore, la donna si era scusata davanti alla Corte Marziale per lo scandalo da lei provocato con&lt;br /&gt;alcuni commilitoni, e aveva detto che resta tuttora una cittadina americana piena di amor di patria.&lt;br /&gt; Lynndie, scoppiata a piangere al momento della lettura della sentenza, ha testimoniato nella fase della definizione della sentenza dopo che una giuria militare l'aveva&lt;br /&gt;riconosciuta colpevole di maltrattamento su prigionieri e atti osceni.&lt;br /&gt; La giovane donna, che ha un bambino di 11 mesi concepito a Abu Ghraib, rischiava fino a dieci anni di carcere.&lt;br /&gt; È calato quindi il sipario sullo scandalo delle torture a Abu Ghraib: la England, l'ultima 'mela marcià e anche la più famosa tra i riservisti del turno di notte fotografati a&lt;br /&gt;maltrattare i prigionieri di guerra iracheni, era stata riconosciuta colpevole di abusi e atti osceni 24 ore prima della pronuncia della pena.&lt;br /&gt; Lynndie ha 22 anni ed è mamma da qualche mese. Quello che l'ha vista imputata in queste ore è stato l'ultimo processo per il gruppo di riservisti accusati degli abusi a&lt;br /&gt;Abu Ghraib a cui il Pentagono ha addossato tutta la colpa dei maltrattamenti che nell'aprile 2004 fecero il giro del mondo.&lt;br /&gt; Solo due militari tra cui l'ex caporale Charles Graner, considerato il capo degli aguzzini, sono stati condannati a pene detentive. Graner è il padre del bimbo avuto da&lt;br /&gt;Lynndie: rientrato dall'Iraq ha sposato Meghan Anbuhl, un'altra secondina di Abu Ghraib, dietro le sbarre di una prigione: salvo sconti di pena tornerà a essere libero tra&lt;br /&gt;dieci anni.&lt;br /&gt; ACCUSA: SI DIVERTIVA - Per sostenere l'accusa che Lynndie aveva avuto un ruolo da protagonista negli abusi la procura militare aveva usato le famose foto che&lt;br /&gt;l'anno scorso avevano fatto scoppiare lo scandalo.&lt;br /&gt; Una di questa foto è diventata un simbolo: ritrae la soldatessa con un prigioniero iracheno nudo tenuto al guinzaglio. «England sapeva quel che faceva», ha detto il&lt;br /&gt;capitano Chris Graveline nella requisitoria: «Rideva, scherzava, si divertiva. Tutto per il suo deviato senso dell'umorismo».&lt;br /&gt; L'avvocato di Lynndie, Jonathan Crisp ha replicato che la ragazza cercava solo di compiacere il suo uomo di allora, Graner: «Lui l'aveva plagiata e lei faceva tutto quello&lt;br /&gt;che lui le chiedeva».&lt;br /&gt; Il processo conclusosi ora era il secondo istruito contro al soldatessa: qualche mese fa i suoi avvocati avevano patteggiato un cospicuo sconto di pena in cambio&lt;br /&gt;dell'ammissione di colpevolezza per alcuni capi di accusa minori, ma Graner aveva rovinato tutto testimoniando che la ragazza non capiva quel che faceva e il giudice&lt;br /&gt;aveva mandato a monte il procedimento.(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; RL*BN 28-SET-05 03:02 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112844753268925243?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112844753268925243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112844753268925243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844753268925243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112844753268925243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/10/tre-anni-di-carcere-per-lynndie.html' title='Tre anni di carcere per Lynndie England'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112559701433688263</id><published>2005-09-01T19:50:00.000+02:00</published><updated>2005-09-01T19:50:14.406+02:00</updated><title type='text'>Hamas arruola le donne nella jihad</title><content type='html'>Hamas lancia la sua campagna mediatica e arruola le donne &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• da Il Foglio del 1 settembre 2005, pag. 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hamas ha lanciato un'intensa campagna mediatica, accompagnata da manifestazioni sulla sua forza militare, per attribuirsi il merito del ritiro israeliano da Gaza. Il Centro di studi strategici di Tel Aviv ha raccolto in un dossier gli strumenti, i manifesti e gli slogan utilizzati dal gruppo armato durante il disimpegno. Hamas per la propria propaganda ha adoperato il suo sito internet, le stazioni radio, i quotidiani e i media televisivi arabi, come l'emittente qatariota al Jazeera e al Manar, canale del gruppo sciita Hezbollah. Il movimento integralista palestinese, che si prepara alle elezioni legislative del prossimo gennaio e che ha annunciato di partecipare alle presidenziali che si terranno tra tre anni, vuole mostrare attraverso una campagna nazionalista che è Hamas ad avere "liberato" i Territori con il jihad armato. Khaled Mashaal, a capo dell'organizzazione politica del gruppo, il 17 agosto — giorno in cui è iniziato il ritiro — ha detto soddisfatto ai microfoni di al Jazeera che Gaza non è stata liberata dai negoziati, ma dalla resistenza. Navigando sulla pagina web del movimento si trovano poster con militanti dal volto coperto e mitra in mano del Battaglione Izzedine al Qassam, braccio armato di Hamas, con scritto: "Israele smetterà di esistere". In un'altra immagine si vedono ancora militanti con un cappuccio nero in testa e l'immagine dell'ex leader del gruppo, Abd al Aziz Rantisi, ucciso dall'esercito israeliano, e sotto la scritta a caratteri verdi: "Siamo vittoriosi su Sharon". In un'altra immagine si vede in primo piano un ebreo ortodosso triste con il cappello nero, mentre alle sue spalle l'ex leader del gruppo ucciso dall'IDF Ahmed Yassin, sorride con a fianco ragazzi palestinesi felici e sotto si legge: "Il nostro Corano aveva ragione e il vostro Talmud mentiva". Hamas ha anche fatto uso di statistiche per provare alla popolazione palestinese la vittoria dell'intifada contro lo Stato ebraico, mostrando quante vittime del "nemico sionista" sono state uccise dalle varie fazioni terroristiche. Il Battaglione Izzedine al Qassam si vanta di avere ammazzato il numero maggiore di civili israeliani sia nella Striscia di Gaza sia dentro i confmi dello Stato ebraico e sottolinea orgogliosamente di aver partecipato in attentati congiunti con altri gruppi.  La radio a Gaza di Hamas, Sawt al Aqsa  (la voce di al Aqsa), che trasmette solitamente incitamenti a compiere attentati, il16 agosto ha invece mandato in onda una  canzone contro i settler: "Guerrieri al Qassani fate piovere i missili sugli insediamenti! Preparate i lanciatori e puntateli contro i settlement, glorificate il nome di Allah, il signore del mondo". Il 19 dello stesso mese durante una trasmissione radio un commentatore, rifacendosi alla retorica religiosa solita del gruppo, ha detto che "il futuro appartiene all'islam e la vittoria alla causa palestinese: la nostra terra è Gerusalemme. Non disperate e abbiate fiducia in Allah". Il 21 un altro speaker ha detto che la Torah incoraggia gli israeliani a uccidere i palestinesi. Il giorno dopo, giovani militanti di Hamas hanno manifestato per le strade di Gaza, mentre venivano mostrati su uno schermo gigante slogan e poster inneggianti alle "anni della resistenza".&lt;br /&gt;A Gaza, in questi giorni, è stato aperto il reclutamento per il braccio armato femminile di Hamas. Dozzine di donne sono state selezionate e fonti interne al gruppo hanno rivelato che sono già in corso gli addestramenti per compiere attacchi armati. Le donne, single e sposate, imparano a costruire bombe, a lanciare missili e a infiltrarsi in Israele. "I padri e i fratelli delle nubili conoscono le loro attività ha detto una niilitante — I mariti delle donne sposate, invece, sono solitamente membri del braccio armato". Il 20 agosto un portavoce di Hamas ha detto che "Gaza non è la Palestina e pertanto sia Gerusalemme sia la Cisgiordania dovranno essere presto liberate".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112559701433688263?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112559701433688263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112559701433688263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112559701433688263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112559701433688263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/09/hamas-arruola-le-donne-nella-jihad.html' title='Hamas arruola le donne nella jihad'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112041019662535102</id><published>2005-07-03T19:03:00.000+02:00</published><updated>2005-07-03T19:03:16.653+02:00</updated><title type='text'>Iraq, nuove accuse di abusi contro i detenuti</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Londra, 3 lug. (Ap) - Il governo britannico ha nuovamente sollevato timori al governo provvisorio iracheno sulle notizie di abusi ai detenuti da parte delle forze di polizia. Da Baghdad, un portavoce ha garantito che ogni abuso accertato sarà punito. Ha aggiunto che il governo si sta dando da fare per sradicare una cultura che tollera le violazioni dei diritti umani. «Queste violazioni non accadono perché sostenute dal governo o in quanto politica tollerata», ha spiegato Laith Kuba, un portavoce del primo ministro Ibrahim al Jaafari, «Ma la teoria è una cosa, la pratica è un'altra. La cultura prevalente è diventata accettare queste violazioni». Il ministero della Difesa e il Foreign Office si sono detti «profondamente preoccupati» sulle indiscrezioni di maltrattamenti a sospetti terroristi detenuti nei penitenziari della polizia irachena. Il quotidiano 'The Observer' ha annunciato di avere prove fotografiche, da autopsie ed esami clinici, di maltrattamenti inflitti a sospetti terroristi dalle forze di sicurezza irachene. Il quotidiano non ha pubblicato queste fotografie, ma ne ha mostrate alcune di detenuti insanguinati e bendati rinchiusi in una stazione di polizia. Le accuse di torture riguardano bruciature, strangolamenti, abusi sessuali, fratture di arti, l'uso di trapani elettrici contro la rotula. Il Ministro della Difesa ha spiegato di essere venuto a conoscenza di accuse di «illecito» nel mese di aprile. Un portavoce della Difesa ha spiegato che le autorità di Londra sono state informate delle accuse e hanno sollevato formalmente la questione con le massime autorità di Baghdad. &lt;br /&gt;Fco 031637 jul 05GMT &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112041019662535102?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112041019662535102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112041019662535102' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112041019662535102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112041019662535102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/07/iraq-nuove-accuse-di-abusi-contro-i.html' title='Iraq, nuove accuse di abusi contro i detenuti'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-112032025472185479</id><published>2005-07-02T18:04:00.000+02:00</published><updated>2005-07-02T18:04:19.113+02:00</updated><title type='text'>Il medico di Bush senior attacca George W per le torture a Guantanamo e Abu Ghraib</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;MILITARI PECORE, LEADER CIVILI IN ERRORE, ANCHE MEDICI COINVOLTI (di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 02 LUG - Militari pecore, leader civili in errore, e il risultato è un governo che ha fatto scivolare l'America in un clima da 'Cuore di Tenebrà, il romanzo di Joseph Conrad che confronta l'Occidente con i suoi demoni e l'orrore della propria storia. A sorpresa, dal clan dell'ex presidente George H.W. Bush, è partito sul 'Washington Post' un duro atto di accusa a suo figlio George W. Bush per lo scandalo delle torture a Guantanamo e Abu Ghraib.&lt;br /&gt; «La macchia della tortura», l'editoriale firmato da Burton J. Lee, per quattro anni medico della Casa Bianca con il padre dell'attuale presidente, non risparmia i colpi in nome della «devozione al paese, al rispetto per le Forze Armate e l'impegno verso l'etica della professione medica» contro «l'uso della tortura sistematico e sanzionato dal governo nella guerra al terrorismo».&lt;br /&gt; LICENZIATO DA BILL CLINTON - L'ex medico del primo presidente Bush non è certo un democratico: un oncologo di fama mondiale, fu messo bruscamente alla porta nel 1993 con l'avvento di Bill Clinton alla Casa Bianca, e per anni ha portato rancore. «Come ex medico militare e come medico della Casa Bianca vi aspettereste da me una prospettiva scettica e partigiana sulle accuse alle forze Usa», ha scritto Lee: «Vi aspettereste magari che mi unissi a quanti negano o giustificano gli abusi. Non posso farlo». Lee, che appartiene al gruppo Medici i per i Diritti Umani, ha deciso di parlare soprattutto dopo aver appreso che alcuni suoi colleghi a Guantanamo sono stati accusati di complicità con i torturatori: «Questo straordinario decadimento di valori e di politiche è alieno al mio concetto di un'America moderna, del mio governo, della mia professione».&lt;br /&gt; LEADERSHIP CIVILE HA SBAGLIATO - L'ex medico della Casa Bianca ha contestato la tesi che ad Abu Ghraib e a Guantanamo gli episodi di abusi siano stati isolati o commessi da poche 'mele marcè come sostenuto dal Pentagono: «Oggi sembra che il nostro governo e le nostre forze armate siano scivolati nel 'Cuore di Tenebrà di Joseph Conrad», ha scritto sul 'Washington Post'. Secondo Lee, le accuse ad ampio raggio di torture e di maltrattamenti, «spesso basate su documenti militari e governativi», sfidano la nozione che si tratti di episodi isolati: «La leadership e la disciplina militare tradizionale è stata, nei casi delle torture, gravemente compromessa a a tutti i i livelli della catena di comando. Perchè? Temo perchè i militari si sono inchinati a una leadership civile che ha deviato dalla retta via».&lt;br /&gt; DOCUMENTI AP SU INFERNO GUANTANAMO - Un duro atto di accusa, dunque, che continua a tener viva negli Usa la polemica sugli abusi commessi dall'America nella guerra contro il terrorismo. Polemica a cui aggiungono nuovi elementi di riflessione 278 pagine di documenti ottenuti dall'Associated Press da cui emerge un clima di estrema violenza e di estremo confronto tra detenuti e poliziotti militari nella base prigione nell'isola di Cuba. Detenuti che sbattono la testa contro le sbarre delle celle per protestare contro il caldo torrido di Guantanamo. Che spruzzano i loro carcerieri di urina e li coprono di sputi. E a loro volta, secondini che rispondono con la forza, a calci e pugni, spray al pepe e in un caso documentato da un documento militare, con il liquido al cloro usato per pulire i bagni e gettato in faccia. L'Ap, che ha esaminato il dossier ottenuto sulla base del Freedom of Information Act, ha osservato che i testi sono stati ampiamente censurati ma che da essi si ricava che le punizioni per i militari che hanno reagito con la violenza sono state relativamente minori. Il quadro che ne emerge è quello di un luogo «teso, ostile e a volte caotico», ha scritto l'agenzia di stampa americana che cita, come uno degli episodi più gravi, quello di un poliziotto militare che ha gettato negli occhi di un prigioniero il liquido Pine-Sol per le pulizie: «Il detenuto si sfregava gli occhi e si lamentava per il dolore», si legge nel documento. Non è chiaro se il soldato americano sia stato sanzionato o punito. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-112032025472185479?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/112032025472185479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=112032025472185479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112032025472185479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/112032025472185479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/07/il-medico-di-bush-senior-attacca.html' title='Il medico di Bush senior attacca George W per le torture a Guantanamo e Abu Ghraib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111739882697884254</id><published>2005-05-29T22:33:00.000+02:00</published><updated>2005-05-29T22:33:46.980+02:00</updated><title type='text'>Amnesty: ancora troppa violenza contro le donne afghane</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Kabul, 29 mag. (Ap) - A tre anni dalla caduta del regime talebano, le donne afgane rimangono a rischio di rapimenti, stupri e matrimoni forzati, e le autorità fanno ben poco per migliorare la loro condizione: è quanto afferma Amnesty International in un rapporto pubblicato oggi. «In alcune aree rurali le donne continuano ad essere trattate come animali», ha ammesso la portavoce del Ministero afgano per la condizione femminile, Nooria Haqnagar, mentre il rapporto afferma che l'Afghanistan «sta attraversando un processo di ricostruzione dopo molti anni di guerra, ma centinaia di donne e bambine&lt;br /&gt;continuano ad essere oggetto di abusi da parte dei loro familiari»: utilizzate persino come merce di scambio per ripianare debiti fra clan. «Costumi e tradizioni, invocate in nome della religione, vengono utilizzati come giustificazione per negare alle donne i diritti fondamentali: trasgressioni contro tali usi e costumi hanno portato alla detenzione e persino all'uccisione di alcune donne», continua il rapporto, facendo l'esempio di coloro che fuggono per evitare un matrimonio forzato per essere poi arrestate dalle autorità. Haqnagar ha sottolineato che la condizione femminile è migliorata solo nelle città, dove l'autorità del governo è più solida: ma poco è stato fatto in alcune province, dove «signori della guerra» e clan tribali continuano ad esercitare il potere. Dopo la caduta dei talebani milioni di donne afgane sono tornate a frequentare le scuole e a lavorare, attività proibite dal passato regime; la nuova costituzione sancisce l'uguaglianza dei sessi davanti alla legge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111739882697884254?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111739882697884254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111739882697884254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111739882697884254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111739882697884254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/amnesty-ancora-troppa-violenza-contro.html' title='Amnesty: ancora troppa violenza contro le donne afghane'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111739359150003249</id><published>2005-05-29T21:06:00.000+02:00</published><updated>2005-05-29T21:06:31.513+02:00</updated><title type='text'>Un libro sul dialogo fra israeliani e palestinesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le farfalle non muoiono in cielo &lt;http://www.lameridiana.it/catalogo/schedaLibro.asp?ISBN=ˆ89197439&gt; (pagg. 80, € 12,00). Come scrive l'autrice, giornalista freelance di guerra, Barbara Schiavulli: "...Volevo che un palestinese e un israeliano si parlassero. E non volevo&lt;br /&gt;che fossero due politici, o due pacifisti, o due persone istruite. Dovevano essere due ragazzi... uno di fronte all'altro nel momento più drammatico&lt;br /&gt;della loro vita. Tutti si aspettano un attentato ma i due commettono un errore: parlano e scoprono che l'altro ha tutte le risposte che non riusciva&lt;br /&gt;a trovare da solo." Il libro, dedicato ad Arin Ahmed, rinchiusa in un carcere israeliano, è la storia delle tante ragazze e dei molti ragazzi che affidano al gesto estremo del suicidio la giustizia dell'odio ferito. Un libro che nasce dopo aver ascoltato molte famiglie palestinesi i cui figli hanno deciso di diventare kamikaze e dopo aver trascorso del tempo con madri fiere di avere un figlio martire e madri invece in lacrime per averne perso uno. Un libro per provare a capire le ragioni profonde di ognuno e  scoprire che forse se c'è una ragione sola per morire per Gerusalemme, ce ne deve essere anche una per vivere.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111739359150003249?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111739359150003249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111739359150003249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111739359150003249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111739359150003249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/un-libro-sul-dialogo-fra-israeliani-e.html' title='Un libro sul dialogo fra israeliani e palestinesi'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111713579642144648</id><published>2005-05-26T21:29:00.000+02:00</published><updated>2005-05-26T21:29:56.423+02:00</updated><title type='text'>Il 72% degli americani favorevole alle donne soldato</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; WASHINGTON, 26 MAG - Una stragrande maggioranza d'americani è favorevole a che donne in armi siano inviate in Iraq e abbiano un ruolo in prima linea. Lo indica la Gallup in un sondaggio per la Cnn e per USAToday: i sì sono il 72%, i no il 27%.  I risultati del rilevamento sono pubblicati il giorno dopo che la Camera degli Stati Uniti ha approvato il bilancio della difesa 2005/'06, che prevede stanziamenti per 491 miliardi di dollari.&lt;br /&gt; Il bilancio, su cui il voto è stato largamente by-partisan (390 sì e 39 no), comprende un emendamento che, invece d'avallare la posizione della Commissione Difesa, che voleva impedire che le donne soldato finiscano in prima linea, lascia al Pentagono la decisione sui compiti da affidare alle donne in armi. Unica condizione, che eventuali modifiche alle attuali norme siano comunicate al Congresso con 60 giorni d'anticipo (e non solo con 30, com'è oggi): questa disposizione è stata votata praticamente all'unanimità, con un solo no.&lt;br /&gt; Se l'opinione pubblica non vuole «discriminare» le donne in armi, non vuole, però, neppure mandarle allo sbaraglio in ruoli di combattimento in prima linea: il 54% degli americani le vede in ruoli di sostegno e di supporto. solo il 44% in trincea col fucile armato. Finora, in Iraq, 35 donne militari americane sono state uccise e 279 ferite (cinque hanno subito amputazioni). Nella Guerra del Vietnam, dove morirono oltre 54 mila militari americani - contro le 1.650 perdite circa in Iraq -, le donne soldato uccise furono otto, tutte infermiere. Nel corso del dibattito sul bilancio della difesa 2005/'06, la Camera ha modificato e drasticamente ridimensionato un'iniziativa del deputato repubblicano John McHugh che mirava a dare forza di legge a una direttiva del Pentagono del 1994, che impedisce alle donne in armi di servire in prima linea. È stato il presidente della commissione difesa, il deputato della California Duncan Hunter, pure repubblicano, a progettare una versione meno drastica dell'emendamento della commissione, di fronte all'opposizione dell'Amministrazione e, specialmente, del Pentagono. Fra gli oppositori più vivaci dell'esclusione delle donne dai compiti di combattimento c'era Heather Wilson, una repubblicana del New Mexico, l'unica donna reduce a servire nel Congresso. Il Senato voterà la sua versione del bilancio della difesa il mese prossimo. Nella bozza attualmente all'esame del Senato non vi sono restrizioni sul ruolo delle donne in armi.&lt;br /&gt; Il documento finanziario approvato dalla Camera comprende 49 miliardi di dollari per le guerre in Iraq e in Afghanistan e per la lotta contro il terrorismo ovunque nel Mondo e, inoltre, prevede di aumentare i ranghi dell'esercito di 10 mila unità e quelli dei marines di mille e un incremento del soldo dei militari. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111713579642144648?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111713579642144648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111713579642144648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111713579642144648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111713579642144648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/il-72-degli-americani-favorevole-alle.html' title='Il 72% degli americani favorevole alle donne soldato'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111644213408220548</id><published>2005-05-18T20:48:00.000+02:00</published><updated>2005-05-18T20:48:54.093+02:00</updated><title type='text'>Afghanistan, decapitata conduttrice radiofonica</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ROMA, 18 MAG - Con una violenza integralista degna dell'era dei Taleban, una giovanissima conduttrice di un programma musicale televisivo è stata uccisa oggi a Kabul da uno sconosciuto che le ha sparato alla testa.  Shaima Rezayee, 24 anni, era conduttrice di 'Hop', trasmissione della Tolo Tv, la stessa televisione locale afghana alla quale oggi ha telefonato un uomo che, presentatosi come il rapitore della cooperante italiana Clementina Cantoni, ha chiesto la soppressione di un programma per i giovani, giudicato troppo liberale. Non è chiaro se Timur Shah, questo il nome con cui l'uomo si è presentato, si riferisse proprio a 'Hop'.  Sono molto scarsi i particolari sull'agguato alla ragazza. Da quanto ha riferito Peacereporter, l'agenzia online di Emergency, Shaima Rezayee è stata raggiunta da un proiettile alla testa ed è stata portata d'urgenza nell'ospedale della ong italiana. Ma quando è arrivata era già morta. Un funzionario della polizia afghana ha precisato che l'agguato è avvenuto nel quartriere di Char Qala. 'Hop', programma fino a due mesi fa condotto da Rezayee, insieme a due ragazzi della sua età, ricalca lo stile di Mtv con trasmissioni di musica occidentale e moderna. Di gran successo tra i giovani a Kabul, è stato sommerso dalle durissime critiche degli ambienti religiosi più conservatori, che lo hanno definito «scandaloso» e «antiislamico», chiedendo venisse censurato, riferisce Peacereporter. Un Timur Shah, dal telefono della Cantoni - ha riferito il ministero dell'Interno afghano - aveva chiamato una radio, rivendicando il sequestro della Cantoni due giorni fa a Kabul, e ponendo come condizioni per il suo rilascio la sospensione di un programma troppo audace, il bando degli alcoolici e un sostegno economico governativo alle madrasa, le scuole coraniche. Non ci sono fino adesso incdicazioni che la telefonata di oggi alla televisione e quella di rivendicazione alla radio siano state veramente fatte dalla stessa persona.  Rezayee, che sotto i Taleban era costretta a indossare il burqa come tutte le donne afghane e ora vestiva all'occidentale, con solo un velo sul capo , aveva di recente raccontato che per strada molta gente la riconosceva, «molti mi insultano, ma molti di più sono quelli che mi incoraggiano». A marzo era stata licenziata dalla televisione. «La sua personalità non corrisponde ai nostri criteri», aveva detto a suo tempo la direzione. La Tolo TV, una delle reti televisive aperte dopo il crollo del regime dei Taleban nel dicembre 2001, è stata in più occasioni criticata dai religiosi. La rete appartiene all'imprenditore Saad Mohseni ed è finanziata in parte dagli Stati Uniti, riferisce Peacereporter.net. L'integralismo islamico si sta rafforzando in Afghanistan, nell'insoddisfazione degli scarsi progressi fatti in questi tre anni, ed è anche riuscito a imporre la sharia nella nuova Costituzione. Ai tempi dei Taleban esisteva un apposito ministero incaricato di sovrintendere i vizi e le virtù degli afghani. Lo faceva con molta serietà, proibendo musica, aquiloni e poesia, imponendo burqa. I contravventori venivano puniti con estrema severità.&lt;br /&gt; (ANSA) AH 18-MAG-05 19:59 NNN &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111644213408220548?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111644213408220548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111644213408220548' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111644213408220548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111644213408220548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/afghanistan-decapitata-conduttrice.html' title='Afghanistan, decapitata conduttrice radiofonica'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111600805349775648</id><published>2005-05-13T20:14:00.000+02:00</published><updated>2005-05-13T20:14:13.510+02:00</updated><title type='text'>La drammatica condizione delle donne in Nepal</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESIDENTE IN ITALIA PER DENUNCIARE CONDIZIONE FEMMINILE (ANSA) - ROMA, 13 MAG - «Il posto di una donna è in casa, ecco perchè le donne dovrebbero essere in entrambe le camere del parlamento». Sembra una battuta ma non lo è per le donne del Nepal. È una sorta di slogan - di Renu Sharma Upreti, presidente del&lt;br /&gt;Women's Foundation - che richiama la battaglia per l'emancipazione femminile in un paese dove le donne sono tuttora fortemente discriminate. Alle donne è negato ogni diritto sociale e politico, ogni tipo di istruzione. Nel Nepal il 73% delle donne subisce violenza all'interno della famiglia. Per denunciare queste condizioni di vita, Renu Sharma Upreti è in Italia in questi giorni dove incontrerà rappresentanti delle istituzioni. La sua organizzazione umanitaria è partner locale della Fondazione Pangea onlus in un progetto che promuove la microfinanza per le donne. Un centinaio di donne le beneficiarie del progetto che costa circa 136 mila euro ed è finanziato interamente dai magazzini Coin. Da circa dieci anni, il Nepal vive in una guerra civile che oppone il partito Maoista al governo centrale. Si stima che in questi anni siano morti negli scontri oltre 12 mila persone, la maggior parte civili. E per le donne, la situazione è molto più pesante: esse sono più povere ed hanno meno diritti rispetto all'uomo. L'alfabetizzazione, specialmente nelle zone rurali, rimane complessivamente scarsa (il 27,5% della popolazione totale) e le donne sono alfabetizzate solo nel 14% dei casi. La violenza domestica è estremamente diffusa ed è favorita dalla mancanza di leggi che la contrastano, peggiorata dal fatto che la donna difficilmente può rendersi economicamente&lt;br /&gt;indipendente. Per la Fondazione Pangea, è molto sviluppato e in costante aumento il traffico sessuale di donne e bambine sia all'interno del paese sia verso l'India. La poco più che trentenne presidente della Women's Foundation (costituita nel 1988) lavora per l'advocacy per l'uguaglianza di genere e contro la violenza alle donne. Fra le numerose iniziative volute dalla WF, la creazione del 'Rifugio per le donnè, una rete di sostegno e di servizi per donne e bambini in situazioni di emergenza, e la scuola comunitaria, a Boudha (Kathmandu), dove lavorano come volontari 32 insegnanti ed è frequentata da oltre 450 studenti. Nel 2001, WF ha ricevuto dall'Università della pace italiana il premio la campana della Pace per il lavoro svolto contro la violenza alle donne. Il progetto fra WF e Fondazione Pangea onlus durerà un anno e mezzo. Saranno inoltre realizzati quattro centri, in altrettante province del Nepal, per favorire l'incontro delle donne e l'organizzazione delle loro attività: dall'animazione sociale, alla formazione ed educazione, alla ricerca e denuncia delle violenze subite dalle donne, all'attuazione delle politiche di genere. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111600805349775648?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111600805349775648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111600805349775648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111600805349775648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111600805349775648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/la-drammatica-condizione-delle-donne.html' title='La drammatica condizione delle donne in Nepal'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111593019830931602</id><published>2005-05-12T22:36:00.000+02:00</published><updated>2005-05-12T22:36:38.326+02:00</updated><title type='text'>Abu Ghraib: via al processo alla soldatessa Hartman</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fort Hood (Texas, Usa), 12 mag. - Si è aperto a Fort Hood, nel Texas, il processo in corte marziale contro la soldata Sabrina Harman, che si è dichiarata innocente. La Harman, che appare nelle ormai famigerate foto sorridente davanti ad una pila di detenuti nudi, è accusata di averli fotografati mentre erano costretti a masturbarsi e di aver attaccato degli elettrodi alle mani e ai piedi di un altro detenuto, minacciandolo di morte per corrente se fosse caduto dallo scatolone su cui era costretto a stare in piedi incappucciato. È accusata di avere scritto la parola «stupratore» (ma con un vistoso errore ortografico) sulla gamba di un detenuto iracheno e deve rispondere di tre gravi capi di accusa: associazione a delinquere, mancato adempimento del dovere, e maltrattamento di subordinati e rischia sei anni e mezzo di carcere. Ex cameriera in una pizzeria, la Harman era entrata nella riserva dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Altri sei soldati imputati per lo scandalo di Abu Ghraib si sono&lt;br /&gt;dichiarati colpevoli e hanno patteggiato la pena. Il presunto «capo» del gruppo, il sergente Charles Graner, non ha riconosciuto le sue colpe e la corte marziale gli ha inflitto&lt;br /&gt;una pena di10 anni al termine del processo che si è svolto in gennaio. L'latra soldata implicata, Lynndie England - che nelle foto appare con un detenuto nudo al guinzaglio - si era dichiarata colpevole per poter patteggiare, ma il magistrato ha annullato il processo quando sono emersi elementi che accreditano l'ipotesi che stesse eseguendo gli ordini di Graner. Pochi giorni fa la generale Janis Karpinski, l'ufficiale più alto in grado chiamato a rispondere degli abusi, è stata retrocessa di grado per negligenza nella gestione della struttura che le era stata affidata, ma non per aver partecipato alle violenze. Stamattina invece è stato sollevato dal suo incarico e multato di 80.000 dollari - ma non incriminato - il colonnello dell'esercito Thomas Pappas, al tempo capo dell'intelligence militare ad Abu Ghraib. (AGI) &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111593019830931602?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111593019830931602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111593019830931602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111593019830931602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111593019830931602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/abu-ghraib-via-al-processo-alla.html' title='Abu Ghraib: via al processo alla soldatessa Hartman'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111591411048239145</id><published>2005-05-12T18:08:00.000+02:00</published><updated>2005-05-12T18:08:30.496+02:00</updated><title type='text'>Pentagono, via le soldatesse dalla prima linea</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington, 12 mag. (Adnkronos/Washington Post) - Un emendamento alle legge di spesa per il Pentagono potrebbe proibire alle soldatesse di trovarsi nelle zone di combattimento. Il testo, approvato da una commissione della Camera, vieta d'impiegare le donne in unità che portano rifornimenti o si occupano della manutenzione dei mezzi militari per i combattenti. Se approvato, l'emendamento toglierà le soldatesse da migliaia di posti dove sono attualmente impiegate. I vertici dell'esercito hanno inviato lettere di protesta al Congresso, affermando che le donne svolgono un lavoro «magnifico».  Ma il dibattito, che si era aperto da tempo, ora approda in aula. Nel 1994 il Pentagono ha proibito l'invio di donne in unità di combattimento. In Iraq il campo di battaglia non&lt;br /&gt;è però un luogo rigidamente definito e le unità di rifornimento e manutenzione, formate da uomini e donne, si possono trovare in zona di combattimento. Così accadde a Jessica Lynch, la biondina rapita dagli iracheni e poi liberata, e alla sua compagna, Lori Pistewa, che fu uccisa.&lt;br /&gt;(Cif/Ct/Adnkronos) &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111591411048239145?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111591411048239145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111591411048239145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111591411048239145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111591411048239145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/pentagono-via-le-soldatesse-dalla.html' title='Pentagono, via le soldatesse dalla prima linea'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111548551521197609</id><published>2005-05-07T19:05:00.000+02:00</published><updated>2005-05-07T19:05:15.236+02:00</updated><title type='text'>Donna kamikaze muore in Cecenia</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MUORE SOLO LEI, ALTRI ATTENTATI SVENTATI NELLA REGIONE (ANSA) - MOSCA, 7 MAG - Una donna è morta nelle ultime ore a Grozny, in Cecenia, in seguito all'esplosione della cintura di tritolo che aveva indosso, dopo essere stata fermata in extremis da una pattuglia delle forze di sicurezza. Lo riferiscono i media moscoviti&lt;br /&gt;precisando che dell'episodio è rimasta vittima solo la medesima kamikaze, e che altri attentati sono stati sventati nelle ultime ore nella più inquieta repubblica autonoma russa del Caucaso.&lt;br /&gt; La donna kamikaze, intenzionata probabilmente a compiere un attentato nel centro di Grozny, è stata individuata da un posto di blocco, secondo fonti di polizia. Al segnale di alt, ha risposto mettendosi a correre e cercando di avvicinarsi alla pattuglia che ha aperto il fuoco: quando la donna è caduta si è verificata l'esplosione, i cui effetti non hanno coinvolto tuttavia nessun altra persona. Un episodio simile s'era verificato pochi giorni fa, quando altre due donne si erano fatte esplodere durante l'assalto a un covo della guerriglia islamico-separatista cecena compiuto dalle forze speciali nella regione: assalto nel quale erano rimasti uccisi anche un poliziotto e un capo-banda dei ribelli.  Nelle ultime 24 ore le autorità locali hanno segnalato inoltre che in Cecenia sono stati prevenuti «alcuni altri attentati», in particolare a Grozny e ad Argun dove sono stati individuati e disinnescati due potenti ordigni.&lt;br /&gt; Misure speciali sono state prese in questi giorni - in Cecenia, ma anche nel resto della Russia - nel timore di progetti di attentati particolarmente gravi di matrice islamico-cecena in occasione delle grandiose manifestazioni dell'8 e del 9 maggio per i 60 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale. I timori principali si concentrano proprio sul terrorismo suicida e sulle donne kamikaze, impiegate a più riprese negli ultimi anni in Russia per azioni sanguinose (dal teatro Dubrovka di Mosca, alla strage nel metrò, alla scuola di Beslan) rivendicate dal cosiddetto battaglione dei martiri del capo guerrigliero ceceno Shamil Basaiev. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111548551521197609?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111548551521197609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111548551521197609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111548551521197609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111548551521197609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/donna-kamikaze-muore-in-cecenia.html' title='Donna kamikaze muore in Cecenia'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111539894082051660</id><published>2005-05-06T19:02:00.000+02:00</published><updated>2005-05-06T19:02:20.886+02:00</updated><title type='text'>Degradata,ma per furto, la donna generale di Abu Ghraib</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUSH FIRMA ORDINE: RUBÒ UN PROFUMO; NUOVO PROCESSO A LYNNDIE (di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 6 MAG - Lo scandalo delle torture a Abu Ghraib finisce in una bolla di sapone, o meglio in una bottiglia di profumo da pochi dollari: il generale Janis Karpinski, degradata a colonnello in seguito all'inchiesta&lt;br /&gt;sugli abusi commessi nel carcere alle porte di Baghdad, non è stata punita per le sue responsabilità di capo della rete delle prigioni dove sono stati commessi di abusi ma per un episodio di taccheggio che risale ad anni fa. Karpinski è l'unico 'alto papaverò del Pentagono a pagare per gli abusi documentati nelle foto che un anno fa hanno fatto il giro del mondo: ma nell'ordine firmato ieri dal&lt;br /&gt;Presidente George W. Bush che pone fine con disonore a una carriera militare sognata fin da bambina, del suo ruolo nello scandalo non si fa menzione.  Si fa riferimento invece a una più vaga accusa di «abbandono di servizio» e soprattutto a un caso di taccheggio: nell'ottobre 2002, prima di esser stata promossa&lt;br /&gt;generale, la generale dagli occhi di ghiaccio sarebbe stata sorpresa nello spaccio della MacDill Air Force Base in Florida a trafugare una bottiglia di profumo da 22 dollari.&lt;br /&gt; WYNONA RYDER DEI POVERI - Un arresto per un reato da Wynona Ryder dei poveri, non gli abusi commessi sotto il suo comando, è costato dunque alla cinquantenne generalessa che da piccola vestiva le bambole da soldato il ruolo covato e concupito tutta una vita. «Nonostante che il suo rendimento in servizio sia stato&lt;br /&gt;trovato carente l'inchiesta dell'Esercito ha determinato che niente da lei ordinato nè una sua mancanza di azione ha contribuito agli abusi di Abu Ghraib», si legge nel comunicato dell'Esercito che annuncia l'ordine di Bush. Fonti del Pentagono nei giorni scorsi avevano indicato nella punizione di Karpinski la prova che le Forze Armate americane avevano preso sul serio la piaga degli abusi&lt;br /&gt;e guardavano in faccia a nessuno. Ma adesso che le motivazioni del provvedimento sono venute in luce è chiaro che anche nel suo caso la linea adottata dall'Esercito è coerente con l'assoluzione decretata nei giorni scorsi degli altri quattro alti papaveri a cui era affidata la condotta della guerra in Iraq: i generali Ricardo Sanchez, Barbara Fast e Walter Wojdakowski e il colonnello Marc Warren, consigliere legale di Sanchez.&lt;br /&gt; AVVOCATO, UN CAPRO ESPIATORIO - I comandi non c'entrano con le sevizie, ma solo poche 'mele marcè e l'avvocato di Karpinski ha messo in luce la contraddizione del decreto punitivo che ha fatto della sua cliente un capro espiatorio: «Se la sono presa con lei - ha detto Neal Puckett - perchè è un generale e per far&lt;br /&gt;vedere che fanno qualcosa anche con i gradi più alti. Poi però, mentre la degradano, dicono che non ha avuto alcun ruolo negli abusi. Tagliano la catena di comando al suo livello e si rifiutano di andare più in alto».  Finora solo pochi soldati in servizio a Abu Ghraib sono stati puniti con pene variabili da pochi mesi a dieci anni (nel caso del capo degli aguzzini Charles Graner) e il&lt;br /&gt;congedo con disonore. Lynndie England, una delle ultime soldatesse della banda di Abu Ghraib ad essere processata, finirà di nuovo davanti alla Corte Marziale dopo che mercoledì il suo patteggiamento era stato a sopresa respinto dal giudice.&lt;br /&gt; Nel caso di Lynndie le accuse dei suoi confronti torneranno in fase istruttoria in quella che i militari chiamano procedura di articolo 32, l'equivalente del gran giurì nel processo civile, prima che la soldatessa possa subire un nuovo processo, presumibilmente in estate nella base di Fort Hood.&lt;br /&gt; STATI UNITI SI DIFENDONO ALL'ONU - E intanto oggi all'Onu l'amministrazione Bush si è difesa affermando piena osservanza delle norme internazionali sulle torture. Il rapporto quadriennale di 95 pagine presentato alla Commissione delle Nazioni Unite contro la tortura di Ginevra segna la prima volta dall'11 settembre 2001 che gli Stati Uniti prendono una posizione ufficiale davanti al 'panel' che vigila sull'applicazione della Convenzione contro la Tortura adottata nel 1984 dall'Assemblea generale e a cui aderiscono 139 paesi tra cui dal 1994 anche Washington.  Nel dossier 2005 gli Stati Uniti catalogano le accuse di abuso a Abu Ghraib e nella base prigione di Guantanamo ma affermano che il personale responsabile è stato&lt;br /&gt;punito o comunque messo sotto inchiesta. Quanto ai centri di detenzione segreti della Cia all'estero il rapporto si limita a dire che l'ispettore generale dell'agenzia di spionaggio sta esaminado le accuse e nota che un civile al servizio della Cia è stato incriminato l'anno scorso per atti che hanno portato alla morte di un prigioniero in Afghanistan. Nel rapporto vengono anche citati episodi di tortura e sevizie all'interno del sistema giudiziario americano: tra gli incidenti menzionati c'è quello del 1997 a New York&lt;br /&gt;quando un gruppo di poliziotti sodomizzarono l'emigrante haitiano Abner Louima. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; BN 06-MAG-05 18:42 NNN &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111539894082051660?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111539894082051660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111539894082051660' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111539894082051660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111539894082051660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/degradatama-per-furto-la-donna.html' title='Degradata,ma per furto, la donna generale di Abu Ghraib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111532440777747087</id><published>2005-05-05T22:20:00.000+02:00</published><updated>2005-05-05T22:20:07.800+02:00</updated><title type='text'>Uccise in Cecenia due donne kamikaze</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREPARAVANO ATTENTATO, DICE GENERALE RUSSO (VEDI ANCHE SERVIZIO ANSA DELLE 17:26) (ANSA-AFP) - MOSCA, 5 MAG - Il generale Ilia Shabalkin, portavoce del comando delle Forze russe nel Caucaso del nord, ha annunciato che quattro terroristi, di cui due donne kamikaze, sono stati uccisi oggi nel corso di&lt;br /&gt;un'operazione speciale in un villaggio della Cecenia occidentale.&lt;br /&gt; «Quattro ribelli - due uomini e due donne kamikaze - sono stati eliminati oggi nel corso di un'operazione speciale nel villaggio di Sernovodsk (vicino al confine con l'Inguscezia). &lt;br /&gt;Stavano preparando un attentato», ha detto Shabalkin per telefono alla France Presse. Secondo il portavoce, durante l'operazione - condotta congiuntamente dai servizi di sicurezza federali (Fsb, ex Kgb), dalle forze speciali del ministero dell'Interno e dalla polizia cecena filorussa - «un poliziotto ceceno è stato ucciso e un altro ferito» dai colpi sparati dai ribelli asserragliati in una casa del villaggio. Il ministro dell'Interno ceceno (filorusso) Ruslan Alkhanov, citato dall'agenzia Interfax, ha affermato che il gruppo preparava un attentato suicida a Grozny (capitale della&lt;br /&gt;Cecenia) per il 60/o anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, lunedì prossimo. L'informazione non è stata confermata da Shabalkin: «Che preparassero un attentato per il 9 o il 10 (maggio), non cambia nulla», ha commentato. Alkhanov ha detto che le due donne kamikaze uccise oggi - una certa «Mitraieva, nata nel 1983» e tale «Isaieva, nata nel 1986», secondo le sue informazioni - si sono fatte saltare in aria, ma neanche questa informazione è stata confermata dal portavoce del comando russo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111532440777747087?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111532440777747087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111532440777747087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111532440777747087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111532440777747087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/uccise-in-cecenia-due-donne-kamikaze.html' title='Uccise in Cecenia due donne kamikaze'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111531829335439717</id><published>2005-05-05T20:38:00.000+02:00</published><updated>2005-05-05T20:38:13.376+02:00</updated><title type='text'>Turchia: i giornali denunciano la violenza in famiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA STAMPA SI INTERROGA SU UN FENOMENO DI GRANDE PORTATA SOCIALE (di Lucio Leante) (ANSA) - ANKARA, 5 MAG - La società turca è impazzita? È questa la domanda, che la stampa turca si pone sempre più spesso, davanti a fatti, taciuti in passato, che oggi vengono portati finalmente alla luce dei riflettori mediatici.&lt;br /&gt;Dopo secoli di pudibondi ed omertosi silenzi, testimoniano come la «colonna» della società turca, la famiglia, alberghi spesso al suo interno violenza e ferocia.&lt;br /&gt; Da ultimo, il giornale Cumhuriyet, campione del laicismo di sinistra, sotto il titolo comune «la società è impazzita» ha raccolto tre recenti episodi particolarmente raccapriccianti avvenuti non solo nella Turchia orientale (curdofona e particolarmente tradizionalista e bigotta), ma anche nella Turchia della costa meridionale&lt;br /&gt;mediterranea, ritenuta relativamente più aperta e tollerante.&lt;br /&gt; FEROCIA A DIYARBAKIR. R.G. una ragazza di 15 anni di Diyarbakir, già madre di un bambino, è stata violentata da due fratelli e da due nipoti di suo marito, che le hanno anche tagliato il naso, buttandolo poi dalla finestra, perchè si era rifiutata di prostituirsi come avevano stabilito i genitori di suo marito. «Se parli ti uccidiamo» - la avevano avvertita i parenti violentatori, tre dei quali sono stati arrestati (uno è stato rilasciato, non si sa perchè), dopo che la ragazza ha trovato il coraggio di chiedere&lt;br /&gt;aiuto e protezione alla locale Commissione per i diritti umani.&lt;br /&gt; La ragazza tre anni fa, quando aveva solo 12 anni, era stata violentata e messa incinta dall'uomo che poi ha dovuto sposarla per «riparazione». Il marito è in prigione dall'anno scorso per avere violentato un bambino di 7 anni. Secondo gli inquirenti il marito, benchè detenuto, non può non essere stato consapevole e connivente con il trattamento riservato dai suoi fratelli, nipoti e genitori alla moglie-ragazzina ed, anzi, ne potrebbe essere il mandante.  La ragazza è ora in ospedale, dove le viene curata la vasta ferita al naso, che la lascerà irrimediabilmente sfregiata ed è guardata a vista dai suoi parenti.&lt;br /&gt; L'ONORE DI ANTALYA. Una sorte ancora peggiore è toccata nella progredita e turistica Antalya ad un'altra ragazza, Z.G. &lt;br /&gt;di 17 anni, che è stata uccisa dal padre per avere fatto una fuga d'amore con un suo corteggiatore forse senza nemmeno sapere che quest'ultimo fosse sposato e dopo essere stata probabilmente da quest'ultimo ingannata. Resasi conto dell'inganno la ragazza si è lasciata convincere da alcuni conoscenti che la hanno rintracciata a&lt;br /&gt;tornare nella casa paterna. Il padre C.G. di 42 anni, quando è tornato a casa ed ha visto sua figlia, non ha avuto la minima esitazione. Ha portato sua figlia in una stanza, ha chiuso la porta dietro di sè e l'ha uccisa sul posto con tre coltellate.&lt;br /&gt; PARRICIDIO AD ADANA. Un ragazzo di 17 anni, di Karatash nei pressi di Adana (Turchia mediterranea meridionale) ha confessato di avere ucciso suo padre N.A., gettandolo nel fiume Ceyhan con una grossa pietra legata ai piedi, «perchè lo picchiava spesso per futili motivi». La polizia non crede a questo movente e sta ricercando le vere ragioni del parricidio, che potrebbero anche essere di natura patrimoniale.&lt;br /&gt; La violenza familiare nella società turca non è una novità. Ne sono frequenti vittime giovani donne, anzi spesso ragazzine, e le motivazioni, siano esse catalogate come «tradizionali» o «d'onore», sono sempre concentrate sulle loro vicende private e sessuali, anche nei casi di violenza sessuale subita. Secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, si verificano in Turchia ogni anno «alcune centinaia» di delitti d'onore o tradizionali ai danni di giovani donne, molti dei quali non vengono mai scoperti&lt;br /&gt;come delitti o non vengono riportati dai giornali.&lt;br /&gt; L'episodio di Diyarbakir della sventurata ragazzina-madre di 15 anni violentata e sfregiata è in apparenza singolare per il fatto che i parenti del marito, suoi violentatori, volevano imporle di prostituirsi, forse per ripagarli del sostentamento che essi garantivano a lei ed al suo bambino, «frutto del peccato», anche se originato da una&lt;br /&gt;violenza subita. Tuttavia, a ben guardare, non è affatto eccezionale, dato che al cuore della mentalità che origina questa violenza sta infatti, oltre che repressione sessuale di origine tribale, intesa a prevenire ogni contaminazione esterna del sangue della famiglia, anche una concezione patrimoniale della moglie e dei figli.&lt;br /&gt; Porsi la domanda se la società turca stia impazzendo, come fanno alcuni giornali turchi, rischia, quindi di essere furviante, dato che questa domanda assume una netta valenza antimoderna, quando,invece, l'origine di queste violenze sembra risiedere nella cieca obbedienza a regole ancestrali tribali e religiose e perciò molto antiche e niente affatto effetto della modernità.&lt;br /&gt;(ANSA) LA 05-MAG-05 20:26 N&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111531829335439717?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111531829335439717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111531829335439717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111531829335439717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111531829335439717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/turchia-i-giornali-denunciano-la.html' title='Turchia: i giornali denunciano la violenza in famiglia'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111523602920995092</id><published>2005-05-04T21:47:00.000+02:00</published><updated>2005-05-04T21:47:09.253+02:00</updated><title type='text'>sospeso il processo a Lynndie England</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;GIUDICE RESPINGE ACCORDO DOPO DEPOSIZIONE EX BOYFRIEND (ANSA) - NEW YORK, 4 MAG - Il patteggiamento di Lynndie England, la soldatessa americana di 22 anni simbolo degli abusi sui prigionieri di guerra a Abu Ghraib, è finito su un binario morto. Il giudice militare James Pohl ha respinto la dichiarazione di&lt;br /&gt;colpevolezza della riservista dopo che il suo ex boy-friend, il capo degli aguzzini Charles Graner, ha deposto per conto della difesa cercando di suscitare simpatia nei confronti della ragazza.&lt;br /&gt; Al centro della deposizione di Graner, oggi a Fort Hood in Texas, era la foto più famosa tra quelle dello scandalo che un anno fa avevano fatto il giro del mondo: quella che ritrae al soldatessa con un iracheno nudo al guinzaglio. Graner ha detto che Lynndie lo aveva fatto perchè il guinzaglio era un «modo legittimo» di trasportare un prigioniero fuori dalle celle. Aveva poi aggiunto che le foto erano state scattate come mezzo di addestramento per altri carcerieri. La deposizione di Graner, lungo la linea che le 'mele marcè di Abu Ghraib si erano limitate a eseguire ordini, ha fatto andare Pohl su tutte le furie. Dichiarandosi colpevole ieri Lynndie aveva detto che le foto erano state scattate per puro divertimento dei carcerieri.  E Pohl, che ieri aveva accettato l'ammissione di colpevolezza e avviato la fase giudiziaria in cui viene definita la pena, ha sostenuto oggi che la deposizione della&lt;br /&gt;ragazza e quella di Graner sono inconciliabili. Ha quindi dichiarato la sospensione del processo e congedato la giuria mandando all'aria le conseguenze dell'accordo, vale a dire una sostanziale riduzione di pena per la riservista: anzichè 16 anni di prigione, 11 sulla carta e nella realtà appena due, negoziati dietro le quinte dai suoi avvocati.&lt;br /&gt; A questo punto molte incognite gravano sul capo di Lynndie: sta alle gerarchie militari decidere se tornare a imbastire un processo di corte marziale nei suoi confronti, e alla sua difesa se rinegoziare un patteggiamento che scampi alla neo-mamma lunghi anni di carcere.&lt;br /&gt; La soldatessa dello scandalo ha infatti avuto un figlio da Graner, concepito nei giorni degli abusi di Abu Ghraib. Ma col padre del bambino, che nel frattempo è stato condannato a dieci anni di carcere militare e al congedo con disonore, Lynndie non ha più rapporti. Lui ha infatti sposato Megan Ambuhl, un'altra secondina della banda di Abu Ghraib. Sette soldati del carcere alle porte di Baghdad sono stati coinvolti nelle corti marziali legate alle foto dello scandalo: di questi Graner è quello che finora ha pagato di&lt;br /&gt;più. Un'altra soldatessa del braccio delle torture, Sabrina Harman, deve comparire davanti alla corte marziale l'11 maggio. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111523602920995092?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111523602920995092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111523602920995092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111523602920995092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111523602920995092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/sospeso-il-processo-lynndie-england.html' title='sospeso il processo a Lynndie England'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111515132548382594</id><published>2005-05-03T22:15:00.000+02:00</published><updated>2005-05-03T22:15:25.483+02:00</updated><title type='text'>Egitto, appello contro i kamikaze dal padre di un attentatore</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - IL CAIRO, 03 MAG - «Non voglio più andare all' obitorio per&lt;br /&gt;identificare i corpi dei miei figli, come ho fatto con tuo fratello»: è l' appello disperato che Sayed Ali El Masri, il padre dell' attentatore morto sabato al Cairo per l' esplosione di un ordigno pieno di chiodi, rivolge al suo figlio più giovane, Mohamed, di 16 anni, che la polizia sta cercando in tutta la capitale per evitare che emuli il fratello, come ha detto di voler fare. «Sono anziano adesso - dice Sayed - ho bisogno di te. Non aver paura, fino a questo momento tu non hai fatto nessun errore, devi consegnarti alla polizia prima di&lt;br /&gt;farne o altrimenti sarà troppo tardi. Io ti voglio vedere, e voglio che resti al mio fianco fino alla mia morte».  Riportato da vari giornali egiziani, l' appello è accompagnato dalla descrizione fatta dal padre di Mohamed («ama sentire la musica, ballare, giocare a ping pong fino a notte inoltrata») e del figlio più grande, Ihab, di 27 anni, fattosi esplodere il 30 aprile nella piazza sul Nilo alle spalle del Museo Egizio.  «Non dava nessun indizio di essere un integralista - dice Sayed - si radeva la barba, portava i jeans e le t-shirt come tutti i suoi coetanei. L' unica cosa che faceva da un pò era di impedire ai fratelli di guardare la tv e chiedeva alla sorella di portare il niqab» (il velo islamico integrale che lascia scoperti solo gli occhi). E proprio la sorella di Ihab e Mohamed, Nagat, di poco più di 20 anni, insieme con la fidanzata del primo, indossando un niqab, hanno tentato sabato un attacco fallito con una pistola ad un bus turistico alla Cittadella del Saladino e poi si sono uccise.&lt;br /&gt; Insieme all' appello del padre di Mohamed, oggi sono stati diffusi anche messaggi molto decisi di aderenti ai due gruppi che per anni (dal 1992 al 1997) hanno seminato il terrore in Egitto, la 'Jamaa Islamiyà e la 'Jihad islamicà. L' ultima loro azione, inspiegabilmente seguita ad una dichiarazione di rifiuto della violenza fatta in un'aula di tribunale nel luglio 1997, fu il massacro di 58 turisti e quattro egiziani sulla piana antistante il tempio della regina Hatscepsut, a Luxor, la mattina del 17 novembre dello stesso anno. Si concluse con il suicidio di sei componenti del commando e la fuga di altri, che non si è mai saputo se siano stati poi catturati.&lt;br /&gt; «Chi ha autorizzato ad uccidere i turisti che vengono a visitare o a comprare nel paese? - si chiede nel comunicato dalla Jamaa Islamiya - questi atti aprono la porta ai grandi nemici dell' Islam per condurre campagne ingiuste contro i fedeli attaccati alla loro religione». «È condannabile spingere le donne in una guerra che non le riguarda - si aggiunge nel documento - e che è contraria alla loro natura ed alla loro sacra missione, per andare incontro ad una fine disastrosa».  Gli autori del documento chiedono quindi, apparentemente senza alcun infingimento, «a quelli che invitano alla morte, alla distruzione, all'effusione di sangue sui siti&lt;br /&gt;Internet di correggere il loro pensiero e di seguire la via pacifica dell' Islam». Non diversi i contenuti del documento della Jihad - la formazione fino agli anni '90 guidata dal numero 2 di Al Qaeda, il chirurgo egiziano Ayman El Zawahri - i cui aderenti si dichiarano 'scioccatì dalle esplosioni «che non servono in niente gli interessi dell' Islam e della nazione» e deplorano « questi atti dolorosi commessi da giovani che non hanno l' esperienza per decisioni giuste, mancano di scienza religiosa e sono dominati dai propri sentimenti contro le aggressioni che subisce la loro nazione»(«in Iraq... in Palestina...con le politiche intransigenti americane) . »L' unica via per salvare l' Islam - sottolinea la Jihad islamica d' Egitto - è quella del dialogo, non quella degli esplosivi«. &lt;br /&gt;(ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111515132548382594?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111515132548382594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111515132548382594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111515132548382594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111515132548382594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/egitto-appello-contro-i-kamikaze-dal.html' title='Egitto, appello contro i kamikaze dal padre di un attentatore'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111514551976668786</id><published>2005-05-03T20:38:00.000+02:00</published><updated>2005-05-03T20:38:39.766+02:00</updated><title type='text'>Delitti d'onore: tre vittime palestinesi in un giorno</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da La Stampa&lt;br /&gt;Aldo Baquis&lt;br /&gt;TEL AVIV&lt;br /&gt;Faten, Amani, Rudeina: questi i nomi di tre giovani donne palestinesi uccise domenica nelle loro case di Ramallah e Gerusalemme est, nei loro letti, perché avevano osato scrollarsi di dosso  le convenzioni di una società che non tollera devianze.&lt;br /&gt;  I loro giustizieri erano appostati in casa, hanno progettato le eliminazioni con calma, realizzandole quando le vittime predestinate erano immerse nel sonno. L'aspetto più atroce di queste vicende – che ieri sono state riferite con titoli vistosi dalla stampa palestinese – è che i responsabili delle uccisioni ritengono di poter adesso girare a testa alta avendo dato nuovo smalto, a loro avviso, all'onore familiare. C l'ha conosciuta, dice che Faten Habbash (22 anni) era una giovane donna intelligente, emancipata, indipendente. La sua famiglia cristiana, ha scritto il quotidiano palestinese al-Ayam, non vedeva di buon'occhio la sua relazione con un giovane musulmano di Ramallah. Pr due volte, il mese scorso, la coppia ha cercato di fuggire in Giordania, in cerca di un futuro migliore. Ma i documenti del fidanzato non erano in regola: al valico del ponte di Allenby, quando la Giordania distava cento metri, èstato respinto. Faten e il fidanzato hanno allora deciso di restare nella vicina Gerico, nel tentativo di risolvere da lài problemi burocratici.   Il centro di Gerico ècomposto da una piazza e da due strade. Attivata dalla famiglia di Faten, la polizia palestinese ha intercettato senza problemi la fuggiasca per riportarla a Ramallah. Dove èstata assalita brutalmente dal padre che le ha provocato lesioni al bacino, che l'hanno costretta a ricoverarsi in ospedale.&lt;br /&gt;  Le sue traversie non erano finite. Dopo una conversione con il padre, il governatore di Ramallah si èconvinto che la punizione si era esaurita e che dunque Faten poteva rientrare senz'altro a casa. La giovane donna era in gabbia. All'alba di domenica i vicini di casa hanno sentito le sue urla strazianti mentre il padre – si èsaputo in seguito – infieriva su di lei con una sbarra di ferro.&lt;br /&gt;  Ai suoi funerali – ha riferito una attivista palestinese per i diritti civili – la popolazione del quartiere si èdivisa. Da un lato della chiesa un gruppo di giovani donne che denunciavano a gran voce la pratica dei delitti 'd'onore'. Ma di fronte a loro si èsubiro schierato un gruppo di donne, ancora piu' folto, che intimava loro di tacere. Queste faccende, dicevano, richiedono assoluta discrezione.    Nelle stesse ore, pochi chilometri più sud, nel rione Jabel Mukaber di Gerusalemme est, la polizia israeliana scopriva i cadaveri di due sorelle palestinesi: Amani Shaqirat (20 anni) e Rudeina (29), entrambe morte per soffocamento Una terza sorella – Layla, 25 anni – presentava pure i segni di un tentato strangolamento, ma respirava ancora. A quanto pare, in precedenza le era stato somministrato un liquido acido, o venefico.&lt;br /&gt;   Da una prima inchiesta èemerso che il fratello aveva fatto perdere nel frattempo le proprie tracce. La polizia ha intanto arrestato i genitori, che sono sospettati di complicità. Ai cronisti israeliani, il padre èapparso sereno, confortato. Per le figlie uccise, ha avuto solo parole di biasimo. 'Erano solite uscire con uomini diversi', ha lamentato. Quando i cronisti hanno cercato di conoscere meglio gli umori nel rione di Jabel Mukaber, sono stati presto allontanati perché – come a Ramallah – queste vicende devono essere subito coperte da totale omertà.&lt;br /&gt;   Questa e' la ragione per cui non si possiedono dai certi sul fenomeno dei delitti di onore nella società palestinese. Nel 1997 la polizia palestinese disse di aver indagato complessivamente una ventina di casi. Ma una organizzazione locale di diritti civili replicò che la stima doveva essere quindici volte maggiore.   Commentando la uccisione di Faten, analisti palestinesi confermano che le relazioni miste sono molto malviste sia dalla comunità musulmana (fortemente maggioritaria) sia da quella cristiana, che attraversa una forte crisi demografica anche a causa di una cospicua emigrazione. Quando una donna cristiana si sposa con un musulmano, viene fatto notare, la conversione è pressochè inevitabile. Uno degli esempi piu' noti è quello di Suha Tawil, educata dalla suore, che si convertì all'Islam per poter sposare Yasser Arafat e che di recente ha portato la figlioletta Zahwa in pellegrinaggio alla Mecca.   Ma su un piano più generale, molti analisti concordano che la legge si mostra fin troppo comprensiva verso chi pratica il delitto d'onore. La legge giordana, applicata in Cisgiordania, afferma che un omicidio può essere considerato un atto di legittima difesa quando l'imputato intendeva tutelare il proprio onore o quello di un congiunto.   Ieri ai funerali di Faten Habbash il padre – che è formalmente sospettato della sua uccisione – ha voluto essere presente. Poi, in un estremo gesto di disprezzo verso la figlia, ha fatto sapere ai parenti e ai vicini che non era assolutamente il caso di compiere visite di condoglianze. La sua memoria – e quella delle due sorelle di Gerusalemme - è stata onorata invece in una sala di Ramallah, da parte di un gruppo di donne palestinesi militanti dei diritti civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111514551976668786?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111514551976668786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111514551976668786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111514551976668786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111514551976668786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/delitti-donore-tre-vittime-palestinesi.html' title='Delitti d&apos;onore: tre vittime palestinesi in un giorno'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111507224917477665</id><published>2005-05-03T00:17:00.000+02:00</published><updated>2005-05-03T00:17:29.173+02:00</updated><title type='text'>Tortura ad Abu Ghraib: Lynndie ammette gli addebiti per ottenere uno sconto di pena</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - WASHINGTON, 2 MAG - La dichiarazione di colpevolezza di Lynndie England, protagonista di alcune tra le fotografie più raccappriccianti dello scandalo delle torture inflitte dagli americani ai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib, è stata accettata dal giudice militare che presiede il processo militare in corso nel Texas. Lynndie, 22 anni, è la giovane soldatesse fotografata mentre teneva a guinzaglia un detenuto nudo: si è dichiarata colpevole di sette capi di accusa, quattro dei quali legati&lt;br /&gt;a maltrattamenti e umiliazione dei prigionieri. In cambio della dichiarazione di colpevolezza, l'accusa ha accettato di rinunciare alle imputazioni di atti indecenti e negligenza. Di conseguenza, Lynndie rischia una pena massima di 11 anni, contro i 16 e mezzi iniziali, ma i suoi avvocati non escludono una riduzione ulteriore. Secondo alcune indiscrezioni, la donna potrebbe cavarsela con&lt;br /&gt;solo due anni.  La giuria, composta di ufficiali e soldati semplici, deciderà la pena nei prossimi giorni. La soldatessa è rimasta incinta a Abu Ghraib. Il padre è Charles Graner, un altro riservista considerato il capobanda degli agguzzini, condannato a dieci anni di prigione per lo scandalo delle torture. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111507224917477665?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111507224917477665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111507224917477665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111507224917477665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111507224917477665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/05/tortura-ad-abu-ghraib-lynndie-ammette.html' title='Tortura ad Abu Ghraib: Lynndie ammette gli addebiti per ottenere uno sconto di pena'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111463001475141531</id><published>2005-04-27T21:26:00.000+02:00</published><updated>2005-04-27T21:26:54.750+02:00</updated><title type='text'>Amnesty denuncia: nessun responsabile per le torture ai detenuti iracheni</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 27 apr. (Apcom) - A distanza di un anno dallo shock provocato dalle fotografie uscite dal carcere iracheno di&lt;br /&gt;Abu Ghraib, Amnesty International critica gli Usa: mentre ancora non è stato individuato alcun colpevole, le persone torturate dai soldati statunitensi sono ancora in attesa di un risarcimento.&lt;br /&gt;Inoltre, prosegue la denuncia di Amnesty, continuano ad emergere prove di abusi subiti da cittadini iracheni ad opera delle loro stesse autorità.  'L'opinione pubblica mondiale, ricordando le terribili immagini viste un anno fa, si chiede se le vittime abbiano ottenuto giustizia e quale sia stato, a fronte dei pochi provvedimenti penali o disciplinari sin qui emessi, il ruolo dei più alti in grado, come per esempio il segretario alla Difesa Rumsfeld' - ha affermato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. &lt;br /&gt;Se da un lato una manciata di soldati sono stati deferiti alla corte marziale, dall'altro il personale di più alto grado all'interno dell'amministrazione Usa è rimasto indenne da un'indagine indipendente, pur avendo autorizzato pratiche che costituiscono maltrattamenti e torture. Nemmeno uno statunitense è stato incriminato, sulla base dell'Atto contro la tortura o dell'Atto sui crimini di guerra, per gli abusi commessi ad Abu Ghraib e Camp Bucca in Iraq, a Bagram in Afghanistan o altrove. &lt;br /&gt; 'Il governo Usa deve aprire un'inchiesta indipendente sulle procedure di detenzione e interrogatorio impiegate nel contesto della 'guerra al terrorè, e consentire a osservatori indipendenti - come la Croce rossa o gli esperti dell'Onu - di avere accesso a tutti i prigionieri che si trovano sotto la custodia degli Usà - ha aggiunto Irene Khan. 'La tortura e i maltrattamenti non sono mai accettabili. Violando questi standard, i governi distruggono proprio quei valori che proclamano di proteggere. Quando una grande potenza come gli Usa ricorre alla tortura e ai maltrattamenti, altri governi possono vedere in questo atteggiamento un segnale di luce verde per seguire l'esempiò. &lt;br /&gt; La tortura era ordinaria sotto il governo di Saddam Hussein e la guerra in Iraq fu definita come la premessa per aprire un nuovo capitolo in materia di diritti umani.&lt;br /&gt;Invece, Amnesty International sta ricevendo denunce di prigionieri torturati dalla polizia irachena. Nel febbraio di quest'anno, tre uomini sono morti in carcere dopo essere stati arrestati a un posto di blocco. I corpi di Majbal 'Adnan Latif, di suo fratello Ali e di 'Aidi Mahassan Lifteh sono stati rinvenuti tre giorni dopo l'arresto con chiari segni di torture, dai pestaggi alle scariche elettriche. &lt;br /&gt;Nel luglio 2004, 'Ali Safar al-Bawy, un cittadino iracheno che aveva vissuto per 14 anni in Svezia, è tornato in Iraq per visitare i parenti. È stato arrestato dalla polizia irachena e ha trascorso tre settimane all'interno del ministero degli Interni. Ha dichiarato ad Amnesty International di essere stato sottoposto a scariche elettriche così violente da essere scaraventato a terra. Alcuni suoi compagni di prigionia hanno dichiarato che il personale statunitense addetto agli interrogatori presso il ministero degli Interni era al corrente di cosa accadeva e prendeva persino parte alle sedute di tortura. Nel corso della prigionia, 'Ali ha visto bambini - alcuni anche di 8 anni di età - detenuti insieme alle loro madri. Una sera un dodicenne di nome Qusay venne portato via dalle guardie e violentato. In un altro allarmante sviluppo, il canale televisivo iracheno 'Al-Iraqiya, sta mandando in onda 'confessionì di presunti 'terroristì. Amnesty International è particolarmente&lt;br /&gt;preoccupata per queste 'confessionì, dato che in tutti i casi le persone che le rilasciano sono state tenute in completo isolamento dal mondo esterno. Chi ha visto il programma ha notato segni di tortura - ferite ed ematomi - sui volti dei detenuti.&lt;br /&gt;Praticamente nessun funzionario iracheno è stato posto sotto inchiesta per i gravi abusi commessi sui prigionieri. &lt;br /&gt;Amnesty International chiede che l'anniversario della pubblicazione delle fotografie di Abu Ghraib sia caratterizzato dalla più forte condanna, da parte dei governi degli Usa e dell'Iraq, di ogni forma di tortura. A un anno di distanza, le autorità statunitensi devono aprire un'inchiesta indipendente sugli abusi e portare i responsabili di fronte alla giustizia.&lt;br /&gt;Red/ vgp 271355 apr 05GMT &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111463001475141531?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111463001475141531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111463001475141531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111463001475141531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111463001475141531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/amnesty-denuncia-nessun-responsabile.html' title='Amnesty denuncia: nessun responsabile per le torture ai detenuti iracheni'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111445134668835018</id><published>2005-04-25T19:49:00.000+02:00</published><updated>2005-04-25T19:49:06.686+02:00</updated><title type='text'>Il Nobel iraniano Shirin Ebadi interviene sul no alle candidate alle presidenziali</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Roma, 25 apr. (Apcom) - Il premio Nobel iranino Shirin Ebadi ha criticato la decisione del regime degli Ayatollah di non consentire alle donne di candidarsi per le prossime elezioni presidenziali di giugno. Secondo la Ebadi la costituzione non proibisce di per sé alle donne di concorrere per la carica di presidente anche se questa è l'interpretazione che è stata adottata dal regime. Ad una conferenza stampa organizata dalla Ebadi ha preso poi la parola anche Ibrahim Yazdi del Partito Nazionale per la Libertà. Yazdi ha criticato il ruolo detenuto dal Consiglio dei Guardiani, l'organismo religioso non elettivo vicino ai grandi Ayatollah, nel selezionare le candidature. Il consiglio dei Guardiani, può infatti decidere di escludere eventuali candidati per motivi religiosi.&lt;br /&gt; «Il Consiglio dei guardiani ha perso la sue qualità qualificanti e deve dimettersi» ha detto Yazdi spiegando che «violando la legge elettorale e la costituzione, i guardiani hanno anche infranto gli insegnamenti di base dell'Islam e non sono più legittimati a ricorprire il loro ruolo».&lt;br /&gt;Vgp 251744 apr 05GMT &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111445134668835018?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111445134668835018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111445134668835018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111445134668835018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111445134668835018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/il-nobel-iraniano-shirin-ebadi.html' title='Il Nobel iraniano Shirin Ebadi interviene sul no alle candidate alle presidenziali'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111427671414941180</id><published>2005-04-23T19:18:00.000+02:00</published><updated>2005-04-23T19:18:34.150+02:00</updated><title type='text'>assolti i vertici Usa per Abu Ghreib</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ANNO DOPO SCANDALO,SANCHEZ ASSOLTO,KARPINSKI AMMONITA;PROTESTE (di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 23 APR - A un anno dallo shock&lt;br /&gt;mondiale per la foto dell'iracheno nudo al guinzaglio, l'America con le spalline chiude lo scandalo di Abu Ghraib: un rapporto dell'Ispettore generale dell'Esercito&lt;br /&gt;americano ha sposato la tesi delle poche «mele marce», assolvendo i vertici militari in Iraq per gli abusi e le umiliazioni inferti ai detenuti nel carcere vicino a Baghdad.&lt;br /&gt; L'unico alto ufficiale costretto a pagare per una vicenda che alla fine dello scorso aprile aveva gettato un'onta sulle forze armate americane è una donna: il generale&lt;br /&gt;Janis Karpinski, all'epoca capo della rete delle prigioni in Iraq. Secondo varie fonti, Karpinski riceverà un ammonimento amministrativo per abbandono del servizio: un&lt;br /&gt;peccato veniale, un'omissione.&lt;br /&gt; «Non è giusto fare di lei il capro espiatorio dell'intera situazione», ha detto l'avvocato della donna, Neal Puckett, preannunciando un ricorso in appello.&lt;br /&gt; - CON SANCHEZ ASSOLTI I TRE VICE - L'inchiesta dell'Ispettore Generale dell'Esercito, generale Stanley Green, non ha invece trovato colpe nel generale Ricardo&lt;br /&gt;Sanchez, comandante delle forze armate in Iraq dal giugno 2003 al luglio 2004, e nei suoi tre vice: i generali Walter Wojdakowski e Barbara Fast e il colonnello Marc&lt;br /&gt;Warren. «Le accuse secondo cui non hanno prevenuto o fermato gli abusi sono prive di sostanza», si legge nel dossier elaborato sulla base di dieci inchieste militari&lt;br /&gt;precedenti e di colloqui con 37 alti ufficiali, tra cui Paul Bremer, il capo dell'Autorità Provvisoria in Iraq al tempo degli abusi.&lt;br /&gt; Le foto shock di Abu Ghraib, con le piramidi di detenuti iracheni nudi e l'immagine sconvolgente della soldatessa Lynndie England con il prigioniero iracheno nudo al&lt;br /&gt;guinzaglio erano andate in onda dalla Cbs il 28 aprile 2004 e dal piccolo schermo americano avevano fatto il giro del mondo. A pagare finora sono stati solo un piccolo&lt;br /&gt;numero di soldati portati davanti alla corte marziale. Decine di altri militari sono stati messi sotto inchiesta ma se la sono cavata con azioni disciplinari ordinate dietro le&lt;br /&gt;quinte.&lt;br /&gt; Lo scorso agosto una commissione indipendente guidata dall'ex capo del Pentagono James Schlesinger aveva però concluso che Sanchez non aveva mobilitato il suo&lt;br /&gt;staff quando erano emersi problemi nella prigione di Abu Ghraib. Un'altra inchiesta dell'esercito, nota come il rapporto Kay-Fay-Jones, aveva appurato che a un certo&lt;br /&gt;punto lo stesso Sanchez aveva approvato l'uso di metodi duri negli interrogatori che indirettamente avevano provocato alcuni abusi.&lt;br /&gt; - GRUPPI DIRITTI UMANI, INDAGATE RUMSFELD - Il nuovo rapporto dell'Ispettore Generale dell'Esercito è stato accolto con indignazione dai gruppi per i diritti umani.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti dovrebbero nominare un magistrato indipendente per indagare le responsabilità penali del capo del Pentagono, Donald Rumsfeld, dell'ex capo della Cia&lt;br /&gt;George Tenet, di Sanchez e del generale Geffrey Miller, ex capo della base prigione di Guantanamo, ha sostenuto l'organizzazione per i diritti umani Human Rights&lt;br /&gt;Watch (Hrw). A quest'ultima si è unita l'American Civil Liberties Union, secondo cui il rapporto Green «èl'ulteriore prova dell'incapacità dell'Esercito di indagare sui suoi&lt;br /&gt;abusi».&lt;br /&gt; 'Hrw' ha messo a punto un suo rapporto in occasione del primo anniversario dello scandalo: il documento - informa un comunicato - presenta elementi sostanziali per&lt;br /&gt;dimostrare che le violazioni della Convenzione di Ginevra e delle leggi contro le torture non avvennero solo a Abu Ghraib: «La prova, dunque, che gli abusi non sono stati&lt;br /&gt;il risultato di azioni di singoli soldati che hanno rotto le regole, ma delle decisioni dei comandanti di piegare, ignorare o cestinare le regole».&lt;br /&gt; Anche in Congresso il rapporto del generale Green ha provocato maretta: il presidente della Commissione Forze Armate del Senato John Warner, un repubblicano, ha&lt;br /&gt;preannunciato una seduta «per esaminare l'adeguatezza dei rapporti» e ascoltare funzionari civili e militari sullo scandalo.&lt;br /&gt; Warner ha aggiunto di condividere la posizione della commissione Schlesinger, che l'anno scorso aveva concluso che i comandanti devono esser ritenuti responsabili&lt;br /&gt;per la loro inazione e che «i leader civili e militari del Pentagono devono condividere il peso della responsabilità». (ANSA).&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111427671414941180?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111427671414941180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111427671414941180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111427671414941180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111427671414941180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/assolti-i-vertici-usa-per-abu-ghreib.html' title='assolti i vertici Usa per Abu Ghreib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111401654609885128</id><published>2005-04-20T19:02:00.000+02:00</published><updated>2005-04-20T19:02:26.096+02:00</updated><title type='text'>500 aspiranti kamikaze in piazza in Iran</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; (ANSA) - TEHERAN, 20 APR - Circa 500 uomini e donne iraniani,&lt;br /&gt;per la maggior parte giovani, si sono radunati oggi a Teheran facendo voto di partecipare ad «azioni di martirio», cioè suicide, contro Israele. Durante la manifestazione,&lt;br /&gt;svoltasi in una sala sulla Piazza 'Haft Tir', sono state esposte le fotografie di dieci donne-kamikaze palestinesi ed è stato annunciato che le immagini di due di loro&lt;br /&gt;campeggeranno a partire da venerdì sulla Via Motaharri, nel centro della città. &lt;br /&gt; Sono inoltre stati mostrati due filmati con le dichiarazioni di altrettante donne palestinesi in procinto di immolarsi in azioni suicide. Una di queste era Bin Saleh al&lt;br /&gt;Riyashi, madre di due bambini.&lt;br /&gt; «È nostra intenzione esportare la rivoluzione islamica, di cui l'Imam Khomeini è stato il leader», ha affermato, parlando con l'Ansa, uno degli aspiranti kamikaze,&lt;br /&gt;Mostafa Afzalzadeh, di 21 anni. Ma molti dei ragazzi presenti con lui al raduno erano anche più giovani.&lt;br /&gt; Alla manifestazione, svoltasi su iniziativa della Fondazione dei martiri, dell'Associazione per la difesa del popolo palestinese e del Quartier generale per la&lt;br /&gt;commemorazione dei martiri islamici, hanno partecipato anche un deputato del Parlamento e il rappresentante di Hamas a Teheran, Abu Hossameh. &lt;br /&gt;«Continueremo sul sentiero del martirio - ha affermato quest'ultimo - Il cessate il fuoco (tra israeliani e palestinesi) non durerà e si arriverà alla terza Intifada, che darà al&lt;br /&gt;regime sionista un colpo quale non ha mai subito».&lt;br /&gt; Durante il raduno è stata letta una 'fatwà (decreto religioso) del grande ayatollah iraniano Hossein Nouri Hamedani, nella quale egli afferma che gli attentati suicidi sono&lt;br /&gt;permessi «quando la disparità tra le forze militari dell'Islam e del nemico è troppo grande e non esiste un metodo classico per colpire il nemico nei punti strategici».&lt;br /&gt; Le «azioni di martirio» sono «una pagina d'oro» per i combattenti, ha aggiunto il grande ayatollah, sottolineando che anche l'Imam Khomeini «le considerava parte della&lt;br /&gt;Jihad», cioè della guerra santa.&lt;br /&gt; La manifestazione non ha avuto l'appoggio esplicito di istituzioni ufficiali, ma tra i presenti vi era anche l'hojatoleslam Rahimian, rappresentante della Guida suprema&lt;br /&gt;iraniana, ayatollah Ali Khamenei, in seno alla Fondazione dei martiri. «Il regime sionista - ha detto il religioso - è il nemico più accanito dell'Islam, e specialmente della&lt;br /&gt;Repubblica islamica. Vuole rovesciare il nostro sistema e perciò dobbiamo continuare a sostenere i palestinesi, perchè questo è il nostro interesse nazionale».&lt;br /&gt; L'Iran si è opposto ufficialmente a tutti i negoziati di pace israelo-palestinesi degli ultimi anni e sostiene i gruppi armati palestinesi, anche se dice di farlo solo da un&lt;br /&gt;punto di vista «umanitario» e non militare.&lt;br /&gt; Forouz Rajaifar, segretaria della sezione femminile dell'Associazione per la difesa del popolo palestinese, ha detto all'Ansa che già da due mesi l'organizzazione sta&lt;br /&gt;raccogliendo adesioni di aspiranti «martiri». «Fino ad ora siamo arrivati a 3.000 iscrizioni - ha sottolineato - ma continueremo. Il futuro della Palestina è la vittoria del&lt;br /&gt;popolo palestinese. &lt;br /&gt;Così come abbiamo visto la caduta dello Scià in Iran e il crollo dell'Unione sovietica, saremo testimoni anche della fine del regime sionista».&lt;br /&gt; «L'Imam Khomeini ha detto che non ci sarà mai la pace con i sionisti in Palestina», ha affermato Marzieh Dabbaq Hadidchi, già deputata per tre legislature ed ex&lt;br /&gt;comandante delle truppe femminili dei Pasdaran (guardiani della rivoluzione) nella città di Hamedan.&lt;br /&gt; Era presente anche Mehdi Kuchakzadeh, un deputato dell'attuale Parlamento dominato dai conservatori, che ha attaccato l'avvocatessa iraniana Shirin Ebadi, Premio&lt;br /&gt;Nobel per la Pace nel 2003. «Quelle avvocatesse che prendono i premi dagli americani - ha affermato - imparino una lezione dall'esempio di Honadi Teysir Jaradad, una&lt;br /&gt;loro collega palestinese di 30 anni che si è immolata in un'azione di martirio».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111401654609885128?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111401654609885128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111401654609885128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111401654609885128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111401654609885128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/500-aspiranti-kamikaze-in-piazza-in.html' title='500 aspiranti kamikaze in piazza in Iran'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111324162854248281</id><published>2005-04-11T19:47:00.000+02:00</published><updated>2005-04-11T19:47:08.543+02:00</updated><title type='text'>ditelavostra</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISLAM Una guerra senza fine sul corpo delle donne &lt;br /&gt;Il libro scandalo di Ayaan Hirsi AliPer aver avuto a che fare con lei troppo da vicino Theo van Gogh è stato assassinato e poi sgozzato ritualmente: oggi in “Non sottomessa” racconta la storia della sua vita e denuncia chi la vuole morta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• da La Repubblica del 7 aprile 2005, pag. 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Adriano Sofri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anticipiamo parte dell’introduzione che Adriano Sofri ha scitto per “Non sottomessa” (Einaudi, pagg, 120, euro 11,50) il libro di Ayaan Hirsi Ali di cui pubblichiamo un breve brano e che sarà in libreria dall’11 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per introdurre questo libro avrei rimesso in ordine cose cui penso da tanto tempo. In breve, penso che sia in corso una guerra mondiale, ancora sparpagliata, per il controllo, e la riconquista, delle donne. Che il corpo delle donne sia il campo di battaglia e insieme la posta del famoso scontro di civiltà sembrava fino a qualche tempo fa un’idea balzana, o provocatoria: ora è quasi un’ovvietà. Ci siamo accorti che anche gli ultimi, quelli che non avevano da perdere che le loro catene, hanno da perdere almeno le loro donne. Quel che più conta, se ne sono accorti loro, gli ultimi: da quando le distanze si sono così accorciate da renderli spettatori di un mondo in cui le donne diventano padrone di sé. Dunque non varrebbe la pena di far ridire da una prefazione quell’ovvietà. Allora cercherò di scrivere cose più allarmate e allarmanti. Sulle minacce che incombono anche su noi, maschi ed europei autoctoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Theo van Gogh era un maschio e olandese autoctono. E’ stato ammazzato, non perché fosse una personalità eccentrica invadente e trasgressiva – lo era senz’altro – ma per aver avuto a che fare troppo da vicino con Ayaan Hirsi Ali. Da morto è stato sgozzato ritualmente, e sul suo ventre l’assassino ha conficcato con un coltello una meticolosa lettera, cinque fogli, di devote bestemmie e minacce feroci. Ha fatto da bacheca per il manifesto minatorio di quel fanatico islamista, che annunciava la condanna a morte di Ayaan Hirsi Ali, e qualche altro. Lei vive scortata e nascosta. Gli altri sono avvisati. Anche i suoi editori, i suoi traduttori, i suoi prefatori. Era già successo, dopo la fatwa khomeinista contro Salman Rushdie. A parte la benemerita protezione che gli accordarono il governo inglese e poi americano, gli si fece il vuoto intorno. Passaggi aerei cancellati, firme di solidarietà raccolte a fatica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu una imponente manifestazione di viltà occidentale: passò un po’ più inosservata, perché sembrava ancora trattarsi di un caso singolare, legato alla figura d’eccezione di un romanziere famoso. E poi, “se l’era cercata”, coi suoi versetti satanici. Da allora in poi, diventerà sempre più un caso ordinario, di quelli che investono e minacciano di travolgere l’esistenza di gente comune, la gente occidentale che non si immischia. Che si fa i fatti suoi. Che ha dei fortuiti vicini di casa, o una commessa che non vuole mettere il velo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al 2 novembre del 004 non sapevamo chi fosse Ayaan Hirsi Ali, Theo van Gogh l’avevamo sentito nominare, per lo più, solo come il bravo fratello di Vincent van Gogh. Del suo esuberante pronipote non sapevamo pressochè niente, benchè in patria facesse scandalo, e passasse fra i competenti come un Fassbinder redivivo. Ma non è stata la sua versatile passione per la provocazione ad armare il giovane assassino. Non è stata la ripetizione dell’assassinio di Pim Fortuyn. Là l’omicida era un giovane fanatico ecologista e vagano, olandese di ceppo. Qua un marocchino di origine, olandese di nascita, 26 anni, diplomato, integrato fino a poco fa. Nemmeno di lui, Mohammed Bouyeri, avremmo sentito parlare. E’ facile al giorno d’oggi farsi un nome. Si è procurato addirittura 53 testimoni oculari – una bazzecola, direte, a confronto di Alì Agca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione prevalente fra i musulmani dopo l’attentato a van Gogh fu : “Se l’è cercata”. Se l’erano cercata, Theo van Gogh, e la sua ispiratrice. Il film sceneggiato da Hirsi si intitola Submission. Significa sottomissione, quella imposta alla donna, ma è anche la traduzione di Islam. Hirsi, la sceneggiatrice, aveva detto in pubblico:”Maometto era un pervertito, le musulmane si ribellino”. Seicento musulmani la querelarono. Nata a Mogadiscio, ha 36 anni: infibulata a sei anni, profuga in Arabia Saudita e poi in Kenya, scampata a un matrimonio combinato dal padre con un cugino. In Olanda è diventata parlamentare, prima per il partito socialdemocratico, poi per il partito liberale. Nel gennaio 2005 è tornata in parlamento, dopo aver trascorso mesi in una località segreta, negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo si è aperto il processo a Bouyeri, e il festival di Rotterdam ha cancellato la proiezione di Submission. Gli spettatori più affidabili dicono che non è un gran film, troppo esplicito, troppo manifesto. Undici minuti di contropropaganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I versi del Corano impressi sulla schiena nuda di donna accanto ai solchi delle frustate, si immagina bene che quell’espressionismo blasfemo faccia coprire gli occhi e giurare vendetta ai credenti. Tuttavia, non è abbastanza per dire; “Se l’è cercata”. Non è mai abbastanza. Qualcuno ha protestato: “Che cosa direbbero i fedeli cristiani se si rappresentasse così Gesù o la Madonna?”. Non so: so che è successo, succede neanche tanto di rado. Ci sono degli scandali, più o meno rumorosi, più o meno effimeri. Una mostra d’arte contemporanea denunciata in Polonia, un’altra sospesa in Grecia… (Ci fu un bel film di Pasolini grottescamente denunciato per vilipendio alla religione di Stato): Niente di più: e se ci fosse qualcosa di più, sarebbe un delitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Guardate, ho appena citato Pasolini, e bisogna allora che ricordi quale fu la reazione più diffusa alla sua ultima notte. “Se l’è cercata”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero che si stentò troppo a riconoscere la rivelazione dell’assassinio di van Gogh. Che campana suonasse, e per chi. E anche dopo, ci furono soprattutto riconoscimenti drammatici ma generici: il fallimento del multiculturalismo, e proprio nella tollerante Olanda… C’era un messaggio molto più specifico, e molto più seccante. Tenetevi alla larga dai nostri usi famigliari. Dalle nostre pie devozioni e dalle nostre frustate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fateci un film. Non scriveteci libri, né articoli di giornale. Tenetevi alla larga dalle nostre donne. Se scappano, con la faccia rotta, e chiedono aiuto, voltatevi dall’altra parte. Del resto, è quello che in generale fate: ebbene, continuate. se no, un nostro giovane diplomato e devoto magari vi sgozza in pieno centro, e vi infilza un sermone nel panciotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Penso di essere atea di natura, ho solo impiegato un certo tempo per trovare la mia convinzione scritta da qualche parte nero su bianco”. L’ho accennato: lo scandalo speciale di Hayan Hirdi Ali sta nel suo proclamato ateismo. “Ho accantonato Dio, e mio padre mi ha voltato le spalle”. Una dichiarazione di ateismo è nel mondo islamico decisamente più rara e impressionante che in quello cristiano. ancora più temeraria in una donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letta la storia della sua vita, e di sua madre, e della sua tragica sorella, quell’impazienza appare inevitabile. Al tempo stesso, sembra paurosamente sproporzionata alla lunga marcia che la liberazione laica delle donne deve affrontare contro la corrente islamista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli scritti di Hirsi troverete notizie interessanti, riflessioni sociologiche, discussioni delle tesi diverse sulle ragioni dell’arretratezza scientifica e culturale e della frustrazione psicologica nell’Islam moderno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la forza maggiore di questi scritti sta nella compenetrazione così intima fra le vicende personali di Hirsi e le sue posizioni politiche e culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infibulazione procurata dalla nonna, le botte e lo scandalo della madre, l’abbandono del padre e il matrimonio imposto, la fuga dalla Somalia al Kenya all’Arabia Saudita e infine in Olanda, la sorella libera e intrepida, poi travolta dal senso di colpa e dalla conversione ortodossa, infine suicida – Hirsi non fa della sua giovane vita la premessa alla sua attività politica e sociologica: le fa coincidere, con una schiettezza e una sicurezza che incutono soggezione. Si tratta delle cose che le sono successe. Chiede di stare con lei o no. E’ come se lo chiedesse a ciascuno di noi, come persona. E alla nostra parte, se la nostra parte è la sinistra già progressista, o quello che ne resta. Lei è passata dalla sinistra alla destra. Non so se abbia fatto bene o male, non conosco la politica olandese, e me ne scuso. Vi segnalo subito però il problema imbarazzante posto dalla scelta di Hirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra e destra in Europa pensano di distinguersi essenzialmente per l’apertura o la chiusura nei confronti degli stranieri. La sinistra è aperta, la destra è chiusa: oltretutto, da alcuni anni a questa parte, chiusa fino alla xenofobia e al razzismo. Ma lo schema è troppo semplice, ed è andato in pezzi, benchè non lo ammettiamo. (Nemmeno quando dobbiamo spiegarci l’esplosione del caso Oriana Fallaci ci teniamo al riparo della sua eccezionalità, perché la Fallaci sa volgere in un’annessione personale qualunque problema planetario). Hirsi avverte, a muso duro: non si tratta di simpatizzare con gli stranieri e specialmente con i musulmani contro chi li vuole al bando, si tratta di solidarizzare con le donne (e i bambini) straniere e specialmente musulmane contro i loro uomini padroni. Al partito socialdemocratico rinfacciò di rimuovere la repressione delle donne, di “continuare a trattare gli immigrati come un gruppo” omogeneo. E’ un tema ineludibile; benchè, una volta che lo si affronti, restino da trovare la misura e il linguaggio giusti. Una pigra correttezza politica distingue il riconoscimento della cultura altra (compresa la fede e la tradizione e il costume e la legge) dalla proclamazione arrogante della propria superiorità culturale. Ma il riconoscimento della cultura altra, nella forma della confidenza multiculturalista, ha toccato a volte non solo un fallimento di fatto, ma una bancarotta morale: l’indifferenza alle mutilazioni genitali, o la proposta di introduzione della sharia nelle vertenze famigliari musulmane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se cercassi di descrivere il profilo della mia autocertificata sinistra, baderei a questo: a una cordialità e ospitalità verso i migranti in cerca di una nuova casa e una nuova vita e, fra loro, alla solidarietà più fattiva e rigorosa con le donne che cerchino la propria incolumità, dignità e libertà personale. Con lo stesso criterio, guarderei alle cose del loro mondo d’origine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, lo capite bene, di qualcosa di più preciso e concreto che l’invocazione dell’”Islam moderato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo criterio è due volte essenziale. Esso guarda alla discriminazione di sesso, ma insieme alla concezione e alla pratica della sessualità. Che si tratti di donne, impedisce di considerarla come una questione di diritti delle minoranze, benchè l’abitudine a citare le donne nell’elenco delle minoranze svantaggiate o misconosciute sia dura a cedere. La discriminazione di sesso ha al fondo il controllo – famigliare, sociale, religioso e statale – della sessualità L’obiezione di donne ribelli al letteralismo islamico, alla confusione fra legge religiosa e statale, al costume civile, fa leva sulla libertà sessuale come il nucleo più profondo e sensibile della libertà personale. Hirsi, come al solito, lo dice con una brusca franchezza. “Per liberarsi come individuo, uno deve innanzitutto cominciare a pensarla diversamente sulla sessualità”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scegliere un criterio, un punto di vista, modifica di colpo il paesaggio cui si è abituati. Prendete l’ansioso paesaggio costituito dall’immigrazione in generale e dall’immigrazione islamica in particolare. Dal punto di vista di una giovane donna musulmana, esso può anche apparire come il più promettente degli orizzonti. Se è così, la questione diventa quella del rapporto fra noi – gli europei autoctoni, donne e uomini, salva verifica – e le giovani donne musulmane. Per esempio Hirsi. Sentite:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’unica vera speranza è che i musulmani comincino a fare autocritica e mettano alla prova i valori morali dettati dal Corano. Soltanto allora potranno liberarsi dalla gabbia in cui tengono prigioniere le loro donne e quindi anche se stessi. I quindici milioni di musulmani che vivono in occidente si trovano nelle condizioni più vantaggiose per trasformare questa speranza in realtà”. E gli europei ospitanti? Sono disposti, tutt’al più, a riconoscere che gli immigrati stranieri “sono una risorsa per l’economia”. (O, più a denti stretti, “per la demografia”). Non “una risorsa per la nostra civiltà”. Riluttano a immaginare che i musulmani che vengono tra noi possano essere “i nostri” – “le nostre”. E che a questa possibilità occorrerebbe ispirarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rallegriamoci di questa lusinghiera descrizione dell’occidente e dell’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, essa può impensierirci. Bisogna ammettere che il multiculturalismo, cioè la convivenza di culture diverse nel rispetto reciproco, spinto al punto di rassegnarsi a un regime di doppia o multipla legalità, pur scaturendo da un sentimento di generosità e di accoglienza, si traduca in sostanza in un opportunistico Quieto Vivere. Non vi sembri eccessivo che io azzardi un paragone con certi vecchi modi “antropologici” di convivere con la mafia. Parlo della doppia legalità, e del Quieto Vivere con una cultura dell’onore, per così dire, e con una intimidazione brutale da cui guardarsi. Non demonizzo certo l’islam, e tanto meno i musulmani, per i quali al contrario ,uno per uno, una per una, ho lo stesso rispetto e riguardo che ho per qualunque altra creatura umana. Alla bella idea secondo cui esistono tanti islam quanti sono i musulmani credo davvero, benchè vada ormai diventando piuttosto una frase fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il multiculturalismo è oggi ferito a morte non dalla critica teorica del relativismo culturale, ma dalla prova dei fatti. Bisogna correre ai ripari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E però intanto non esagerare: il multiculturalismo, e in generale il relativismo, è una conquista preziosa della civiltà. “Non prendere il multiculturalismo alla lettera”, dice Irshad Manji, con una bella espressione. (non prendere niente alla lettera, insomma). Pessima è la sua trasformazione in un dogma – cioè l’imbecillità. Dopotutto, si tratta sempre della annosa vertenza sul cannibalismo. E sul limite. Il limite insuperabile sta nell’habeas corpus, nel diritto uguale per donne e uomini, nella libertà personale. Al punto della questione di Hirsi. Ci sono troppi luoghi nel mondo in cui professare la fede nel proprio Dio può costare la vita. Questa è un’infamia. Oggi colpisce spaventosamente i cristiani, e li condanna spesso al martirio, dall’Africa al Pakistan al Vietnam. Ma non è meno infame che a casa nostra, in Europa, una donna venga condannata a morte e braccata, da giudici e boia privati, per aver dichiarato di non credere in Dio. Che affronti il rischio del martirio, per testimoniare del proprio libero pensiero.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.radicali.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111324162854248281?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111324162854248281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111324162854248281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111324162854248281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111324162854248281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/ditelavostra_11.html' title='ditelavostra'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111246329490726636</id><published>2005-04-02T19:34:00.000+02:00</published><updated>2005-04-02T19:34:54.906+02:00</updated><title type='text'>Guantanamo: torture e sevizie, forse nuova Abu Ghraib</title><content type='html'>(ANSA) - NEW YORK, 23 MAR - Rischia sempre piu' di divenire una nuova 'Abu Ghraib' il carcere americano di Guantanamo, oggetto in questi giorni di un'inchiesta. Sotto accusa gli interrogatori ai detenuti, filmati in 500 ore di registrazioni video: interrogati incatenati in posizioni dolorose, obbligati a stare nudi, uso di musiche assordanti e temperature estreme. Ma soprattutto umiliazioni sessuali da parte delle donne che conducono gli interrogatori, con 4 di loro che rischiano ora la corte marziale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111246329490726636?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111246329490726636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111246329490726636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111246329490726636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111246329490726636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/04/guantanamo-torture-e-sevizie-forse_02.html' title='Guantanamo: torture e sevizie, forse nuova Abu Ghraib'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10680140.post-111100138293141627</id><published>2005-03-16T20:29:00.000+01:00</published><updated>2005-03-16T20:29:42.930+01:00</updated><title type='text'>ditelavostra</title><content type='html'>&lt;a href="http://unmondodidonne.blogspot.com/"&gt;ditelavostra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1000 donne manifestano nel parco Laleh della capitale &lt;br /&gt;9.03.2005 Iran Focus&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tehran - l'8 marzo Ore 16: 00&lt;br /&gt;In occasione della giornata internazionale della donna, le associazioni femminili iraniane hanno organizzato una manifestazione nel parco Laleh situato nel centro di Teheran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il forte dispositivo di sicurezza delle forze anti-sommossa, insieme alle forze dell'ordine in borghese e motorizzate dislocate presso gli accessi del parco e all'interno, le donne coraggiose hanno iniziato ad arrivare fin dalle ore 15: 00 e si sono raccolte nella parte boscosa. Rapidamente sono state circondate dalle forze di sicurezza che hanno voluto disperderle caricando i manifestanti e procedendo ai primi arresti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Manifestanti hanno opposto la resistenza, protestando contro i rastrellamenti effettuati dalle forze di polizia. I dimostranti, uomini e donne, si sono raccolti inizialmente intorno all'anfiteatro. Situato nel parco, cantando l'inno ufficiale del Consiglio nazionale della resistenza iraniana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto le forze anti-sommossa hanno fermato le persone che scattavano delle fotografie. Le forze repressive onnipresenti e la folla hanno continuato ad ampliare. Mentre le forze di sicurezza che non esitavano ad attaccare i giovani a colpi di bastoni, procedevano ad arresti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna ha gridato agli agenti: "Non facciamo altro che andare nella calma.". Avete timore delle donne. Vedrete ciò che sarà il giorno in cui le donne si rivolteranno ".". Immediatamente un agente si è scagliato su di lei per farla tacere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul suo passaggio, la folla lasciava degli opuscoli che portavano la fotografia di Maryam Radjavi (la dirigente dell'opposizione iraniana) ed il suo appello ad un cambiamento di regime. Attorno al parco, si poteva vedere girare le pattuglie della polizia erano arrivate da molti punti della capitale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La processione si è inseguita diretta verso il centro del parco, dove la manifestazione è continuata fino alle ore 18 e ha visto partecipare un migliaio di persone. Molti giovani che distribuivano opuscoli con la fotografia di Maryam Radjavi sono stati attaccati dalle forze della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10680140-111100138293141627?l=unmondodidonne.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/feeds/111100138293141627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10680140&amp;postID=111100138293141627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111100138293141627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10680140/posts/default/111100138293141627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmondodidonne.blogspot.com/2005/03/ditelavostra.html' title='ditelavostra'/><author><name>carla&amp;amp;stefanella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14290468324980674572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
