violenza sulle donne:tutto il mondo è paese
ditelavostra«Troppe donne pensano di essere colpevoli di essere state vittime di una violenza. E troppi tiranni vivono impuniti», dice l'attrice e scrittrice Nicole Calfan, in un intervista a Paris Match sul suo ultimo romanzo, «Apart ca tout va bien». In Francia solo il 13% delle donne denuncia il crimine subito e raramente riceve giustizia, prima che sia troppo tardi. «È nella coppia che si verifica più spesso la violenza, ed è così in tutto il mondo», ha detto Maryse Jaspard, ricercatrice dell' Istituto nazionale degli studi demografici, e coautrice - assieme ad una quantina di storici, medici, economisti, femministe, di tutto il mondo - del «Libro nero della condizione delle donne», 800 pagine, coordinate
da due giornaliste, Christine Ockrent e Sandrine Treiner. In ogni paese - è detto nel libro - la percentuale di donne picchiate, aggredite sessualmente o che subiscono violenza psicologica si aggira «tra il 10 e il 50%». E più sono giovani, più sono minacciate: da Parigi a New Delhi, da Kabul a Guatelamala Ciudad, ovunque nel mondo le donne sono vittime di violenze, visibili e invisibili, da parte degli uomini e soprattutto del loro coniuge. La Francia e i paesi occidentali hanno un tasso di violenze relativamente basso se comparato a quello di altri paesi studiati nel rapporto, come Etiopia, Corea, Perù e Russia dove la metà delle donne subiscono violenze all' interno della coppia.
Amnesty International ha comunque accusato Parigi di essere troppo indulgente verso gli uomini violenti e ha ricordato che, in Francia, cento donne muoiono ogni anno sotto i colpi del loro compagno, ovvero una donna ogni quattro giorni. E una su dieci subisce atti di violenza all' interno della coppia. Le Monde, con una vignetta che ritrae una ragazza con un occhio nero, titola in prima pagina «tolleranza zero» per i mariti violenti, riportando l' esempio della procura della repubblica di Douai, nel Nord del paese, che ha attuato un' azione penale particolare contro gli uomini violenti: stato di fermo immediato, comparizione in giudizio o due settimane in un centro di recupero.

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