lunedì, gennaio 23, 2006

Ex torturatrice di Abu Ghreib conferma:Eseguivamo solo gli ordini

Gli abusi contro i prigionieri di Abu Ghraib rivelati dalle foto dello scandalo facevano parte della realtà di tutti i giorni nel carcere gestito dagli americani. Lo sostiene Megan Ambuhl, una dei sette esponenti della polizia militare condannati per la vicenda, aggiungendo che lei e i suoi compagni eseguivano gli ordini e sono stati soltanto capri espiatori. La prima volta che entrò nel carcere nell'ottobre 2003 la donna rimase sconcertata dal vedere uomini nudi o vestiti solo con biancheria femminile nelle celle, e altri incappucciati e ammanettati in posizioni contorte alle griglie dimetallo delle porte, ha raccontato, citata sul Washington Post. Un ufficiale le fece fare il giro del penitenziario. Puntando il dito verso un gruppo di prigionieri incatenati, le disse che le sbarre venivano spesso «decorate come alberi diNatale» con i detenuti ammanettati. «Mi spiegò che era una tattica dell'intelligence militare, disse che era per far crollare i detenuti che dovevano essere interrogati. Era chiaro che era un centro dell'intelligence militare. Per come la vedevo, pensai che se lo facevano, andava bene che lo facessero», afferma la donna. La Ambuhl ha lasciato l'esercito dopo essere stata degradata e multata per negligenza, ma non è stata condannata a pene detentive. La donna ha sposato Charles Graner, considerato il leader del gruppo dei responsabili degli abusi, condannato a dieci anni di carcere e padre del figlio di Lynndie England, la soldatessa fotografata con un detenuto nudo al guinzaglio. Oggi si batte per far liberare il marito, sostendo che gli abusi venivano compiuti su ordine dell'intelligence militare e degli agenti Cia coinvolti negli interrogatori. «Facevamo quello che ci dicevano», afferma, citando ordini di ammanettare i prigionieri in posizione scomode, gettar loro acqua gelata, costringerli a faticosi esercizi fisici, tenerli nudi e crear loro imbarazzo. Alcuni istruttori provenienti da Guantanamo insegnavano ai membri della polizia militare come mantenere i detenuti in posizioni di stress, continua la Ambuhl, ricordando che poco prima del suo arrivo ad Abu Ghraib vi era stata la visita del comandante del centro di detenzione della baseamericana a Cuba, generale Geoffrey Miller. L'ex soldato della polizia militare racconta infine che, prima di arrivare ad Abu Ghraib, guidava i mezzi militari Humvee a Hilla e non aveva ricevuto nessuna forma di addestramento per trattare con i prigionieri, nè informazioni sulle procedure da adottare o la convenzione di Ginevra.
(Cif/Zn/Adnkronos)

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