Secondo Newsweek ci sarà un'ondata di donne kamikaze
DOPO IRAQ, TIMORI PER ATTENTATI IN EUROPA E STATI UNITI (di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 4 DIC - Per il momento sono soltanto tre, l'ultima delle quali la kamikaze belga Muriel Degauque, ma i servizi di intelligence americani temono che le attentatrici suicida di al Qaida, la multinazionale islamica del terrore,
diventino molte di più e soprattutto comincino ad operare in Europa e negli Stati Uniti. A tirare il campanello d'allarme è il settimanale americano Newsweek, nel numero in edicola domani, dedicando la copertina alla questione delle donne kamikaze islamiche, sotto il titolo shock «Donne e Terrore». In base alle ricostruzioni di Newsweek sono sarebbero per il momento più di tre le militanti suicida di al Qaida entrate in azione in Iraq, la prima delle quali a settembre a Tall Afar, vicino alla frontiera con la Siria.
VESTITA DI UN LUNGO CAFTANO BIANCO - Di lei si sa molto poco e non si conosce neppure il nome. Si sa soltanto che si è fatta saltare per aria vestita da uomo, con un lungo caftano bianco e un tradizionale turbante. La donna, che era riuscita ad avvicinarsi senza problemi ad un gruppo di militari uccise altre cinque persone e ne ferì complessivamente oltre una trentina. Circa un mese dopo, almeno secondo quanto afferma un sito internet legato ad al Qaida, un'altra donna si è fatta esplodere a Mossul, in compagnia di suo marito. Del terzo caso, quello della Degauque, 38 anni, si sa molto di più, ed è quello forse più preoccupante, perchè il più insolito e quello probabilmente più difficile da
arginare. MYRIAM, IL CASO PIÙ PREOCCUPANTE - Una donna dall'aspetto occidentale, munita di un passaporto dell'Unione europea, ha più possibilità di avvicinarsi a strutture sensibili, in Europa o negli Usa, di una sua 'collegà dall'aspetto palesemente mediorientale. La donna, dal passato turbolento (droga, alcool e una successione di relazioni sentimentali fallite con islamici, oltre all'impossibilità di avere figli) si era convertita all'islam più radicale con il suo ultimo marito marocchino e aveva cambiato il suo nome in Myriam. Si è fatta saltare per aria il 9 novembre in un attacco contro la polizia irachena nei pressi di Baquba e suo marito è stato abbattuto subito dopo dai militari americani. Le donne kamikaze non sono una novità assoluta, ma i primi casi -con l'eccezione della Cecenia- erano legati ad ambienti laici, come i curdi in Turchia o le tigri Tamil in Sri Lanka.
UN'IDEA DI ZARQAWI - Che al Qaida abbia deciso di ricorrere a donne per le sue operazioni militari viene ritenuto una idea molto recente, dagli ambienti di intelligence americani, e viene attribuita al numero responsabile dell'organizzazione in Iraq, Abu Musab al Zarqawi. Come spiega a Newsweek una esperta dell'antiterrorismo, Mia Bloom, «aspettatevi all'inatteso: i terroristi sono perfettamente al corrente delle tipologie fisiche e stanno effettuando i cambiamenti necessari.... Vogliono anche provocare: i soldati americani potrebbero diventare più sospettosi nei confronti delle donne, in particolare se paiono incinte, con la necessità di perquisirle in modo dettagliato, provocando il risentimento della popolazione».
AL QAIDA HA BISOGNO DI RECLUTE - Molto più semplicemente -e gli esperti del controterrorismo Usa ne sono sempre più convinti- al Qaida ha bisogno di nuove reclute, e se mancano gli uomini si fa appello alle donne, anche se malvolentieri. E poi, molto semplicemente, il numero delle donne pronte a sacrificarsi sembra essere in aumento, forse anche per desiderio di vendetta da parte di mogli o familiari di guerriglieri uccisi. Secondo una fonte dei Taleban citata sempre da Newsweek, il numero due di al Qaida, Ayman al Zawahiri, è da sempre favorevole all'istruzione delle donne e alla loro partecipazione alle azioni militari.
IMPOSSIBILE CONVINCERE MULLAH OMAR - Prima del 2001, Zawahiri aveva addirittura tentato, senza successo, di convincere il filosofo dei Taleban, il Mullah Omar, di tale necessità, ma il religioso aveva chiesto ad al Qaida di abbandonare l'ipotesi. Zawahiri non lo ascoltò e continuò ad addestrare le donne. Per il momento il fenomeno delle donne kamikaze appare molto marginale, riconoscono infine i servizi segreti americani. Ma la situazione potrebbe rapidamente evolvere e i commando femminili potrebbero finire col rappresentare il nocciolo duro delle operazioni di al Qaida. «Uno strano cammino per la liberazione delle donne nascoste da veli e burqa», conclude Newsweek.
(ANSA).

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